Quel Caccia che vuoi: Alfredo Speroni, parola d’ordine: AGGRESSIVITA’

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Ezequiel Parides de Almeida rappresentò per i cittadini del piccolo borgo brasiliano di Mogi Mirim motivo di soddisfazione ed orgoglio. Nessuno come lui sotto canestro, ben pochi precisi dal perimetro, solo alcuni con la sua visione di gioco. In una terra tradizionalmente dedita al futebol, un eroe del basket è merce rara. Passò dal parquet alla direzione tecnica delle scuole basket della regione paulista e si distinse per tenacia, capacità, organizzazione.
Mogi Mirim fu sempre fiera del suo concittadino, lo venerò e vezzeggiò, tanto da intitolare borse di studio a suo nome. Ezequiel, un patrimonio. Il nostro Ezequiel del pallone di cuoio si chiama prof. Alfredo Speroni, Presidente Ad Honorem della Scuola Calcio A.S.Varese 1910, massiccio, granito puro, uomo di una volta, sani principi, solare quando occorre ma anche temibile e terribile tempesta tropicale se non si dà corso alle sue volontà.
Alfredo ci ha lasciato due anni fa. All’improvviso. Uno come lui non poteva fare altrimenti. Grintoso anche nella fine. Fu Principe degli Allenatori della Provincia di Varese, più che una leggenda, un monumento del Calcio come sacrificio, impegno, entusiasmo e determinazione. Il Prof. aveva il pregio dei grandi, il marchio dei campioni, l’umiltà. Sempre disponibile, addirittura riservato. I bambini non mentono, riconoscono subito un leader, un fuoriclasse. Entra lui ed il campo in sintetico del Franco Ossola si trasforma nelle paludi del Vietnam, ogni bimbo è un marine attento a non farsi sorprendere dai Vietcong. AGGRESSIVO è la parola d’ordine, ma si comprende subito che non vi è alcun nemico da sconfiggere, solo la malavoglia e la superficialità, vere bestie nere per chi svolge attività sportiva.
Al termine degli allenamenti, il Generale Speroni è salutato dai bimbi come fosse uno di loro, regala sorrisi e “cinque alti” a tutti. E’ il gigante buono che sul terreno di gioco si trasforma in Goku Super Sayan, il Signore degli Anelli, uomo dai misteri senza fine belli. Alfredo Hulk Speroni rappresenta al meglio la Scuola Calcio biancorossa, incoraggia e redarguisce, conforta e richiama, il suo approccio appassionato ha conquistato tutti, genitori e bambini, i suoi modi signorili ne amplificano le lodi, la sua proverbiale grinta stimola sempre a dare il meglio. Unico neo, le corde vocali. Dai Pulcini sino agli Esordienti tredicenni un solo incubo, una perenne angoscia, un tormento continuo li perseguita…
Il prode Prof, come un eroe omerico, una volta messo il piede sul tappeto verde si trasfigura, muta, modifica il suo aspetto, i canini si allungano, le orecchie si iperestendono, il pomo di Adamo per incanto si trasforma in una cassa armonica e, possente e devastante, emerge, dai meandri del tempo, il vocione minaccioso e portentoso di Sua Maestà Alfredo Speroni, grande tecnico, uomo vero, professionista come pochi. Si narra che alcuni residenti nella zona dello Stadio Franco Ossola, nelle notti di luna piena si barrichino in casa nel timore dell’avvento del pauroso Lupus Masnaghensis. Il Prof. Speroni non era uno qualunque. Come Ezequiel ha inorgoglito una intera Scuola Calcio, ha reso un servigio tecnico educativo di assoluto livello, apostolo di uno sport che è pane quotidiano all’ombra del Sacro Monte. Non servono busti, monumenti, fontane, targhe, coppe e amenità simili. Un uomo di sport va celebrato come si conviene. Alfredo Speroni è un valore aggiunto alla grande famiglia del Varese 1910. La sua sapienza tecnica è al servizio degli allenatori con i quali aveva un confronto costante e costruttivo. E’ stato il miglior responsabile tecnico che si potesse desiderare. E’ sintesi di qualità e quantità. Il Calcio come passione di vita, educare al gioco del calcio come modo di essere. Il Prof Alfredo Speroni, per sempre il nostro Generale, uomo come pochi altri, con il quale si poteva e si può scherzare e sdrammatizzare. Come facevamo spesso. Alfredo Speroni, un patrimonio da preservare, aggressivi!!!!

Marco Caccianiga