Dopo la protesta durata quattro giorni, l’ex giocatore del Varese Emanuele Pesoli ha avuto in mattinata un incontro di un’ora e mezza con il Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete.
Un confronto piacevole e liberatorio per il difensore di Anagni, ma che comunque non ha accolto la sua richiesta iniziale, ossia quella di ottenere un faccia a faccia con Gervasoni e Carobbio, coloro che lo accusano per la tentata combine in occasione della gare Siena-Varese dello scorso 23 maggio 2011 terminata 5 a 0 e che è costata al giocatore tre anni di squalifica.
“Ringrazio il presidente Abete – ha detto Pesoli all’ANSA – perché mi ha ricevuto interrompendo le sue vacanze. Abbiamo fatto una chiacchierata e si è mostrato molto sensibile però non può interferire sugli organi di giustizia sportiva. E’ una grande soddisfazione essere ricevuto dal presidente della Figc, ma la mia protesta era volta ad ottenere un confronto con chi mi accusa, che purtroppo non ci sarà. Sono fiducioso perché non ho fatto niente – ha proseguito uscendo dalla Figc – Avrei voluto guardare quei due in faccia, ma non mi è stato concesso. Mostrerò però le mie ragioni con la grinta che ho dentro perché ho voglia di tornare in campo. Non è giusto che mi venga addebitato un illecito sportivo per una partita finita 5-0, in cui non ho fatto nulla, per mezze cose che raccontano questi due. Li invito ancora a venire in aula. Se hanno il coraggio il 20 io sarò lì”.

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