Quel Caccia che vuoi e auguroni Paolino

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Pina: ciao Gina
Gina: ciao Pina, si va a Monaco!
Pina: ma va!? A fa cusè?
Gina: mollo a casa il Cecco, vado a bere la birra e vedo la finale della Champions.
Pina: beata te! Io sto qui vicina al Varese e a sta benedetta Cimberio.
Gina: va bè quello anch’io. Alla finale manca ancora un po’ e a Monaco vado e torno in giornata…con il pullman delle pentole.
Pina: ho signur! Ciah signora Mastrota, cambia discorso che è meglio. Ricordi il film di Benigni “Johnny Stecchino”? Una battuta del protagonista diceva “il problema di Palermo è il traffico”. Nella sua rubrica su VareseSport.com il Caccianiga dice che anche Varese non scherza.
Gina: bè, veramente il Caccia dice una cosa un po’ diversa. Però il suo ragionamento in merito alle croniche file di auto in orari fissi non fa una grinza. C’è anche da dire che in Varese e ogni altra città se non sei “motorizzato due ruote” come il Caccia, o lavori vicino a casa e quindi vai a piedi o in bici, oppure, se dipendi dai mezzi pubblici, ti devi svegliare all’alba sperando di arrivare prima della pausa pranzo.
Pina: tagliamo corto. Tanto si arriva sempre allo stesso punto di non ritorno: la cultura italiota.
Gina: e invece stavolta l’italiota non è isolato. Ogni città e metropoli del mondo ha lo stesso identico problema fatta eccezione per il Pakistan dove, nei soliti orari di prima mattina, metà giornata e tardo pomeriggio i centri abitati sono ugualmente paralizzati ma dai più ecologici tricicli.
Pina: oh Madonna! Per capire che tutto il mondo è paese non bisogna mica andare fino in Pakistan. Siediti davanti alla Scuola Europea in cima a Via Montello negli orari di inizio e fine lezione. Non ci sono solo targhe con la I. E Lugano? Lassa sta. E meno male che la benzina sfiora i due euro!
Gina: uè, la nostra chiacchierata di oggi somiglia a un servizio di “Studio Aperto”…
Pina: dai, alza te il livello.
Gina: Paolino Pascutti (nella foto) è uscito dall’ospedale! L’ex campione del mondo di ginnastica artistica dell’ASA Varese era stato ricoverato tempo fa per un malore. Ora è tornato più forte di prima nella sua nuova carriera di giocatore di bocce. Grande Paolo!
Pina: grande Paolo e tutti quelli, operatori e volontari, che permettono a persone come lui di praticare ormai ogni disciplina sportiva.
Gina: nel recente gala dello sport varesino hanno premiato atleti disabili e normo insieme.
Pina: insieme un paio di ciufoli. Nel teatro di Varese, dove le carrozzine entrano dalle uscite di sicurezza, gli atleti disabili sono stati premiati giù dal palco. Buona notte ai premiatori e…ricambiamo discorso.
Gina: scolta. Ma di ciclismo non parliamo mai?
Pina: mah, non saprei cosa dire. Corridori varesini ce ne sono ben pochi. Il mio amico Gianoli mi dice che qualche giovane buono c’è ma il professionismo è un’altra cosa. Il piatto piange. Santoromita, Bailetti, Callegarin, il vecchio leone Garzelli ormai appiedato, Basso spesso per terra…per il mondiale e le Olimpiadi aggrappiamoci alla Regina della Valceresio Noemi Cantele.
Gina: bella e simpatica la Noemi. Si fa un mazzo incredibile per due soldi e se non vince non esiste. Eppure è una delle atlete più forti del mondo.
Pina: diciamola tutta. Il ciclismo femminile non ha grandi numeri. Le nostre soddisfazioni ce le siamo tolte e grazie a super donne come la Guderzo e la Bronzini ultimamente la maglia iridata ha uno sfondo azzurro ma se non ci fosse il Trofeo Binda di Cittiglio mi sa che le quote rosa delle due ruote sarebbero inferiori anche a quelle misere della politica.
Gina: a proposito di crisi e di donne. Ci sono brutte voci anche sulla Yamamay. Marcon e Havelkova sembra siano in partenza con offerte da favola. Lo sponsor non rinnova…l’effetto triplete è già svanito.
Pina: peccato.
Gina: bè di ufficiale non c’è ancora niente. So però che i dirigenti biancorossi si stanno facendo in quattro per mettere assieme i tasselli necessari affinchè le farfalle non giochino la prossima stagione in Italia e in Europa con lo scudetto e il cerchietto tricolore sul petto e la scritta SALDI sul sedere.
Pina: sperem. Basìn Gina.
Gina: alla prossima. Basìn Pina.