Bebe Vio Yamamay e gli sberloni benefici

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Pina: ciao Gina, parla te perché sta settimana c’ho le paturnie
Gina:
olla miseria che grinta. Cosa ti è successo?
Pina:
ma sta zitta! Ho portato i miei nipoti al carnevale…mai più!
Gina:
ma dai, è stata una bella festa. Una volta tanto in centro città c’è stato un casino bello anziché il solito “bel casino”.
Pina:
niente da dire Gina. Ci mancherebbe che fossi contro ad una delle poche feste per famiglie rimaste. Il problema è solo mio perché con la scusa della nonna che non può mancare alla festa…i miei amati figli e relative consorti mi hanno rifilato i miei sei nipotini e tanti saluti fino a domenica mattina!
Gina:
aiuto! Vederti ancora in piedi è già un bel risultato.
Pina:
appunto. Se sento parlare di trombette e coriandoli prima di 11 mesi mi sa che mi viene una colite spastica da ricovero!
Gina:
va bè dai, è passata. Io invece sono andata in Veneto su un pullman biancorosso.
Pina:
ascolta: la Cimberio non ha giocato, il Varese era a Masnago, la “Primavera” era a Gavirate. O ti sei sognata o hai fatto le corna al tuo Cecco…
Gina:
sempre a pensar male. Ti ricordi la serata al Cinema Vela dedicata allo sport per disabili?
Pina:
certo che si.
Gina:
ti ricordi che la pallavolo Yamamay aveva mandato un video con il quale salutava quella bambina amputata di braccia e gambe promettendole un incontro alla prima occasione possibile magari dalle sue parti?
Pina:
e chi si dimentica la Bebe Vio? Una bambina fantastica con due genitori e due fratellini che se non fossi certa esistessero davvero dovrei pensare all’esistenza dei marziani.
Gina:
brava! Morale della favola. Domenica scorsa la Yamamay ha giocato a due passi da casa Vio, a Conegliano, e il cerchio si è chiuso in maniera che meglio di così non poteva succedere.
Pina:
racconta!
Gina:
allora, la Bebe e un’altra ragazzina campionessa di nuoto special olympics, Martina Villanova, sono state invitate alla partita tra Conegliano e Busto per ricevere un premio dall’associazione Cuoredarena, in collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down, formata da volontari tifosi della squadra di volley impegnati nel sociale su più fronti. Il gemellaggio tra le due tifoserie e la sensibilità delle società ha fatto il resto. E giù lacrime…
Pina:
e io che ero a dar retta a sei bambini straviziati. Perché non me l’hai detto?
Gina:
guarda che hai fatto una bella cosa anche tu. Se c’è una cosa che manca ai bambini di oggi sono le nonne di ieri. Io dalle mie due ho preso di quegli sberloni…
Pina:
e io una serie calci nel sedere. Oggi li chiamerebbero “violenza sull’infanzia”.
Gina:
e invece era acqua Santa…bè, magari non sempre…
Pina:
ma sempre a fin di bene per insegnare valori che oggi non esistono più
Gina:
bè dai quello che ho visto al palazzetto di Conegliano è la prova che non tutto è perduto. Nel nostro piccolo dobbiamo continuare a dare. Altrimenti cosa lasciamo ai nostri nipotini.
Pina:
io non gli lascio un bel niente! Hanno già tutto, compreso la puzza sotto il naso!
Gina:
ma dai che alla prima occasione sei la prima ad accontentare ogni loro desiderio…
Pina:
è vero e il problema è proprio quello…
Gina:
senti un pò, a proposito di ragazzi, ho visto che i “primaverini” del Varese hanno continuato a vincere anche in campionato e “zanzara” De Luca ha fatto la sua seconda presenza in serie B . Chi pensava ad uno stato di euforia per la semifinale al “Viareggio” è servito.
Pina:
già che parli della “Primavera del Mangia”, se incontrassimo uno ad uno quei ragazzi sono certa che ascolteremmo delle storie toste.
Gina
: ne sono certa anch’io. Ti dirò, qualcuno mi fa anche tenerezza. Sono a un passo dal Paradiso, lontani dalla famiglia e attorniati da squali. Aiutarli è doveroso e il Varese lo sta facendo al meglio. Ma che bella pagina “sociale” che stiamo scrivendo.
Pina:
ognuna di noi dovrebbe scriverla ogni giorno. E invece bruciamo il tempo a discutere e litigare per stupidate. Ma quand’è che impareremo?
Gina:
mai! In fondo in fondo abbiamo la pancia piena. La stragrande maggioranza di noi si accorge delle difficoltà solo quando sono proprie. Fino a quando sono degli altri è più comodo e conveniente un bel: “ecchissenefrega!”.
Pina:
dai che ci impegniamo ad eliminare un pò di “ecchissenefrega”.
Gina
: conta su di me Pina. Un basìn.
Pina:
sempre con te Gina. Ricambio il basìn amica mia