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Pallacanestro Varese, Personaggio

Simmons e la benedizione di Dio: “Gioco a basket”

Jeremy Simmons da Zachary, Louisiana, sud degli Stati Uniti, è una delle sorprese di questo campionato tanto che veleggia nelle zone alte di parecchie statistiche e, ad oggi, è il settimo giocatore per valutazione statistica. Insomma, tanta roba come si dice oggi. La nostra chiacchierata parte dalla discussa sconfitta con Sassari che Jeremy analizza in maniera molto pacata: “Penso che abbiamo commesso degli errori durante quella partita, ma siamo stati molto bravi a recuperare lo svantaggio contro una squadra che occupa la seconda posizione in classifica. Non penso che gli arbitri abbiano inciso più di tanto. In fin dei conti, dobbiamo allenarci ancora di più per essere perfetti. Sassari è stata più brava di noi a fare le scelte giuste nei momenti topici della gara”.

Ora arriva Trieste e affronterai Riccardo Cervi con cui ti sei sfidato tante volte in allenamento. Vi siete parlati dopo che ha lasciato Varese? Cosa ti aspetti dalla partita?
“Gli ho augurato buona fortuna per la sua nuova avventura. È un ottimo centro e quando giochi contro un tuo ex compagno ti impegni sempre al massimo. Qui in Italia affronto tanti buoni centri, giocatori che nella maggior parte dei casi hanno molta esperienza e per me ogni volta è una bella sfida. Quanto alla gara, conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti e credo che sarà un bello scontro”.

Sei approdato in Serie A questa estate per la prima volta. Le tue aspettative sono state soddisfatte?

“Volevo dimostrare di poter giocare in questa lega e di avere il mio spazio. Molti dubitavano di me, dato che ho sempre giocato al piano di sotto, e all’inizio avevo proprio tanta voglia di far capire che ci posso stare. Oggi, dopo metà stagione, voglio continuare a migliorare e voglio essere non uno dei migliori, ma il miglior centro di questo campionato. Il fatto di aver fatto cambiare opinione su di me a molti mi stimola a dare il meglio”.

Nella tua carriera c’è anche un passaggio in Arabia Saudita con tanto di scudetto vinto. Com’è andata?
“È stata una stagione molto strana che era cominciata in Georgia. Ho giocato lì fino ad aprile, quando la società ha accusato problemi economici, e poi ho deciso di finire l’annata in Arabia Saudita. Sono stato lì praticamente solo per un mese ed è un’esperienza che ricordo piacevolmente. È tutto molto, ma molto diverso da ciò che si vede in tv”.

Qual è il tuo rapporto con Dio?
“È un buon rapporto e nulla sarebbe possibile senza il suo aiuto. Se mi guardate prima dell’inizio della gara bacio le mani e guardo in cielo: è il mio modo di ringraziarlo, di essergli grato per avere l’opportunità di giocare a basket. Molti non hanno un lavoro, io, invece, sono in questa posizione e ho la benedizione di giocare in una squadra che ha una grande storia come Varese”.

Torniamo sulla sfida contro Trieste. Sarà un crocevia della vostra stagione?
“È una gara tosta. Loro hanno cambiato completamente faccia ingaggiando tre nuovi giocatori e sono tutt’altra squadra rispetto a quella che abbiamo battuto all’andata qualche mese fa. Conosco bene Dequan Jones con cui ho giocato contro ai tempi della high school, una vita fa! Ci sono buoni giocatori, ma noi in casa dobbiamo vincere e non possiamo permetterci passi falsi”.

Matteo Gallo