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Calcio, Pro Patria

Jolly nel mazzo contro la Pergolettese. La Pro Patria è femmina!

Tra i punti in difetto alla stagione della Pro Patria, certamente i 2 (non fatti) all’andata con la Pergolettese. Quell’1-1 interno contro una squadra che avrebbe messo insieme 5 punti (e 4 gol) nelle prime 14 giornate resta un’occasione persa. O un jolly rimasto nel mazzo. Domenica sarà tutto più complicato (ore 15, stadio “Voltini”). I gialloblu sono infatti la migliore del Girone A nelle ultime 6 (4 vittorie e 2 pareggi). E non perdono dal 10 novembre (2-0 con la Pianese). La migliore (chiaramente), Monza a parte (16 punti su 18 nello stesso arco di tempo). Per soprammercato, proprio l’ascendente successivo dell’oroscopo tigrotto (mercoledì ore 20.45, stadio Brianteo). Mani piene insomma. In una 72 ore (o giù di lì), che può tracciare il solco del campionato biancoblu.

Fuori e dentro. Se la Pro Patria non vince allo “Speroni” dal 6 ottobre (il 26 con la Juventus U23 saranno 113 giorni, numero che evoca inevitabile emergenza), per converso non perde in trasferta dal 23 ottobre (2-1 a Pontedera, 88 giorni fa). Cioè, 6 gare senza successi interni (3 pareggi, 3 sconfitte, 10 reti subite ed un solo clean sheet), a fronte di 4 senza sconfitte fuori (una vittoria e 3 pari con 2 clean sheet). Doppia velocità troppo marcata. Per non costituire un argomento. Recuperato probabilmente Molnar (ma non ancora Brignoli), le scelte di Javorcic potrebbero ruotare intorno all’inquilino dei pali. Confermato Mangano o riproposto Tornaghi? Opzione che dovrebbe in ogni caso contemplare una maglia dal 1’ per Ghioldi. Domani mattina rifinitura seguita da conferenza stampa dello spalatino (ore 12.10).

I Contini della serva. Media punti con Contini in panca? 0,36. Con il ticket Albertini/Piacentini? 2,33. Serve aggiungere altro? No. Salvo che ora i cremaschi sono a meno uno dalla salvezza diretta mentre 2 mesi fa erano a meno 11. E che il 3-5-2 di inizio campionato si è modificato in un assetto a base difesa a 4. Evidentemente, gli allenatori contano ancora qualcosa. Nello 0-0 di domenica a Pistoia, schierato 4-2-3-1 con il 2000 Simone Ghidotti in porta; Brero, il mediano adattato ex Darfo Matteo Lucenti, Bakayoko (altro ex Darfo all’andata bersaglio di un coro che portò al multone) e Luca Villa in difesa; il veterano (85) ex Foggia Cristian Agnelli e Panatti (anche lui transitato da Darfo) in mediana; Stefano Franchi, Muchetti (ex Darfo ofc) e Morello alle spalle dell’unica punta, il livornese Alessio Canessa (ancora a zero reti, ma nessuno in rosa ne ha più di 2).

Max LeggeriLa lupa perde il pelo ma non il vizio. Succulento extra rispetto al fronte agonistico. Lunedì scorso sul portale Forzaroma.info nella rubrica Radio Pensieri (tazebao di opinioni dal sempreverde universo delle radio romane), Max Leggeri di Centro Suono Sport – 101.5 (nella foto) apportava il suo contributo al momento della Maggica: “Non mi annovero tra gli imbonitori da strapazzo che vogliono cancellare 93 anni di storia, che stanno cercando di normalizzare qualsiasi risultato, forse non me ne sono reso conto e siamo diventati tifosi del Pro Patria? La Roma è quinta in classifica, con un distacco siderale dal vertice, c’è poco da rallegrarsi. E’ in atto un processo di ‘torinizzazione’ e non punto l’indice contro Petrachi, che resta un buon ds, ma da realtà periferiche”. Ecco, passi (si fa per dire), per la pietra di paragone (il qualunquismo non passa mai di moda), ma (che diamine!), La Pro Patria. Genere immutato da un secolo abbondante perchè quella biancoblu è squadra femmina. Non solo in senso grammaticale.

Giovanni Castiglioni