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Prima Categoria girone A

Coronavirus, Ispra ai box. Pasetti: “Situazione paradossale, prudenti sì ma zero paure”

È un periodo in cui non si sa proprio “che pesci pigliare”, detto in spicci, per il calcio dilettanti e anche l’Ispra, squadra di Prima Categoria in lotta nelle zone alte della classifica, è in balia degli eventi.
In un momento molto propizio e molto positivo in cui la squadra biancorossa, eccezion fatta per la nota vicenda che li ha visti perdere a tavolino con l’Antoniana, è riuscita ad incanalare una serie di risultati positivi dal mese di dicembre in avanti, l’unico “timore” di mister Pasetti è proprio quello di “Perdere il ritmo”.
È una sosta che non ci voleva ci ha stoppato sul più bello – ha affermato il tecnico – la ripresa, ancora ignota, sarà un po’ come quando rientri a dicembre dalla sosta e non sai bene cosa aspettarti“.

Bosto-Ispra 08Ti aspettavi tutto questo clamore e questo stop di cui, in realtà, si sa ancora “troppo poco”?
Onestamente no, alla luce di ciò che sta succedendo ho pensato che per precauzione fermassero i campionati ma che ci lasciassero l’opportunità di allenarci e fare amichevoli a porte chiuse, così non è purtroppo e la cosa peggiore è che non si sa fino a quando si protrarrà questo periodo; oggi si parla di “allenamenti senza utilizzo delle docce” ma a prescindere dal fatto che bisogna ovviamente anche capire le disposizioni del comune di riferimento, davvero ha senso allenarsi e poi salire in auto e tornarsene a casa? Non si corre comunque un rischio?“.

Voi vi siete organizzati in qualche modo che possa non stopparvi del tutto?
Ho assegnato ai ragazzi un programma d’allenamento, come avranno fatto la maggior parte, giusto per rimanere attivi, ma è ovvio che parliamo di cose differenti, i ritmi sono diversi, io comunque confido nella testa dei miei giocatori e nel loro senso di responsabilità, vediamolo anche come un banco di prova per capire il nostro grado di maturazione nel senso che non possiamo fregarcene nè essere superficiali“.

A livello calcistico qual è la cosa che ti preoccupa di più?
Il non sapere con chi riprenderemo, adesso avremmo avuto due settimane importantissime con due big match ovvero Solbiatese e Accademia Bmv e ci arrivavamo carichi a mille, dopo esserci preparati in un certo modo proprio in previsione di queste due sfide, magari quando torneremo in campo sarà contro altre squadre con le quali dovremo prepararci in maniera diversa, non so, mi rendo conto che siamo tutti sulla stessa barca e che non ci sono vantaggi/svantaggi per nessuno, ma mi rendo conto anche che non dobbiamo perdere di vista i nostri obiettivi o rischiamo di buttare all’aria questa rincorsa“.

E a livello umano cosa ne pensi di questo stato di emergenza?
Io lavoro a Milano e onestamente sono giorni un po’ tristi con la metropoli svuotata, con tante persone che lavorano in smart working e con voci che circolano non belle, si parla addirittura di chiudere le scuole fino al 15 marzo, ogni giorno che passa diciamo che un po’ di angoscia aumenta se non altro perché non si arriva ad un epilogo definitivo e perché i numeri non sono confortanti, detto ciò sono del parere che sia giusto avere certe accortezze e che sia giusto essere prudenti, ma zero paure, rimaniamo in attesa fiduciosi“.

Mariella Lamonica