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Pallacanestro, Personaggio

Tanti chicchi di Chicca Macchi: “A Varese caviale e champagne” – PARTE 3

Gli anni al Basket Rho corrono via velocemente e Chicca Macchi, che gara dopo gara acquisisce sempre più spazio è diventata, nonostante sia ancora giovanissima, una giocatrice di alto livello. Tutte le più importanti società lombarde, e tutti i più prestigiosi club nazionali, fanno la coda per averla ma, ancora una volta, coach Zanforlin offre a Laura la miglior opportunità possibile: proseguire il percorso di miglioramento tra le senior nel morbido “nido” di casa sua.
“Proprio così: “il Beppe”, che nel frattempo è tornato ad allenare la prima squadra a Varese, mi chiede di essere una pedina importante in serie A2, in una squadra giovane e davvero frizzante come la Sì Viaggi. Non ci penso troppo sopra anche perchè Rho sta iniziando un lento e quasi inesorabile declino, mentre la Varese di quel periodo mi sembra una squadra vitalissima e in grande ascesa. Poi, particolari non irrilevanti, alla Sì Viaggi ritrovo “coach Zanfo”, mio mentore e maestro, e si gioca al Campus, a mio parere uno dei posti più belli dove fare pallacanestro in Italia. A Varese gioco tre stagioni: la prima in serie A2, la seconda in A2 Eccellenza conquistando la promozione e, ovviamente, la terza in serie A1″.

E tu a 18 anni ti ritrovi al massimo livello.
“Giusto, però, nel frattempo, cambiamo la guida tecnica con Zanforlin che si trasferisce ad Alessandria mentre coach Ricchini fa il viaggio in senso opposto e dalla città piemontese si trasferisce a Varese. Gli inizi con Ricchini sono da brividi perché con il neo-coach finisco i primi tre allenamenti in largo anticipo sui tempi, cacciata in doccia senza passare dal via a causa dei miei comportamenti un po’ sopra le righe. In seguito, capita in fretta la lezione, tutto filerà liscio come l’olio e con Ricchini in panchina mettiamo in scena un’annata molto, molto positiva. La squadra sulla carta non gode di grande credito, ma il nostro gruppo, davvero unito e solido, vale molto più della somma algebrica delle giocatrici che lo compongono. Insieme a Girardin, Sarti, Manera, Dettin, Rodighiero, Casadio e compagnia formiamo una squadra di giocatrici “tignose”, che non mollano mai e, a sorpresa, da ottave in classifica conquistiamo anche l’accesso ai playoff. Poi, al primo turno, che disputiamo nella “Cattedrale” di Masnago a causa della ridotta capienza del Campus, affrontiamo Schio che, inevitabilmente, ci elimina. L’annata però si conclude con i calici pieni di champagne per un risultato inatteso e, personalmente, ci metto anche il “caviale” perché la stagione di A1, a casa mia, con tutti i miei riferimenti mi fa crescere tantissimo e, alla fine della stagione, sono pronta, o almeno penso di esserlo, per trasferirmi a Como nella mitica Ginnastica Comense, la squadra più importante, famosa, celebrata e “storica” del basket italiano”.

 

Fine della terza puntata: to be continued… 

PARTE 1
PARTE 2

Massimo Turconi