Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi

Calcio, Pro Patria

Rispetto per la Pro Patria! Questo dice il campionato

Se il valore di una squadra si misura dal rispetto che ne portano gli avversari, la Pro Patria è ormai una formazione di prima fascia. Per la seconda volta in stagione, Grieco (di nuovo in panca a dispetto di quanto scritto erroneamente settimana scorsa, sorry) ha modellato la sua Pro Vercelli in funzione anti biancoblu. Cioè (da capolista), ha proposto (in casa) un assetto utile a depotenziare le qualità dell’avversario (in sintesi estrema, difesa a 3 e Mal a uomo su Bertoni). Strategia già vista all’ingrosso anche all’andata ma che remixata al ritorno fa davvero un certo effetto. Sul campo è finita 0-0, fuori (di fatto), l’ha vinta Javorcic. E l’autostima guadagnata dal gruppo al termine di una gara non bella ma intensissima vale più del punto incasellato in classifica. Perché ormai per affrontare i tigrotti bisogna snaturarsi. Chi non lo fa (la Carrarese su tutte), finisce con le ossa a pezzi.

Al di là dei dettagli, ieri più della tattica è apparso chiaro un modello di società. Se preferite, un metodo di lavoro. Rosa praticamente già completa il giorno del raduno (16 luglio); mercato invernale orientato alla prospettiva più che all’attualità; nessuna amichevole infrasettimanale per rompere la routine didattica; gestione del gruppo come stella polare del progetto tecnico. Il 3-5-2 viene solamente dopo. Molto dopo. Tutte cose che (banale sottolinearlo) si faranno anche altrove. Ma che a Busto assumono un valore diverso. Promozione, Scudetto dilettanti e settimo posto in C da matricola ne sono la prova. Parlare di modello Pro Patria potrà sembrare enfatico. Ma corrisponde a verità.

Tutto alle spalle però. Mercoledì è già tempo di 26^ giornata (ore 18.30, stadio “Speroni”) con il Novara ferito dal 2-1 patito a domicilio dalla Carrarese (e dalla sconfitta dell’andata). Domenica poi, trasferta con il Piacenza (ore 18.30, stadio “Garilli”). Gli esami non finiscono davvero mai.

Giovanni Castiglioni