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Calcio, Pro Patria

Pro Patria: lontano dagli occhi, vicino al cuore

In principio fu l’Arezzo. Prima società in Italia a rendere operativo un progetto in partnership con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Nello specifico, una radiolina consegnata unitamente al biglietto di ingresso allo stadio per consentire anche ai non vedenti di vivere le emozioni della partita di calcio attraverso una radiocronaca ad hoc. Esperimento partito lo scorso sabato 23 marzo nel match interno degli amaranto contro il Piacenza e finanziato tramite la vendita di portachiavi approntati alla bisogna. Un’idea dell’allora Responsabile della Comunicazione Luigi Alberto Dini nata sull’onda emotiva della storia (molti se la ricorderanno) di Michael Kearney (nella foto grande), tifoso del Liverpool pescato nella Kop di Anfield ad esultare al gol di Salah contro il Napoli in Champions grazie alla cronaca live del cugino/accompagnatore. Innovazione (quella proposta dall’Arezzo), già allo studio da tempo e che a breve la FIFA renderà obbligatoria per tutti i club associati. Il Milan (tanto per citare un esempio) avrebbe già ipotizzato un apposito settore a livello campo dedicato a ciechi ed ipovedenti.

Andrea Tripano ArzachenaIl tema (molto delicato) è ora declinato alle latitudini bustocche da Andrea Tripano (nella foto a lato, in buona compagnia nella trasferta di marzo ad Arzachena), non vedente, supporter biancoblu, regolarmente al suo posto tanto in casa quanto fuori. Domenica era in tribuna al “Picco” di La Spezia affiancato da una radiocronista di spessore nella consueta staffetta di amici/tifosi. “Sarebbe bello che la Pro Patria fosse una delle prime società e portasse questa novità anche a Busto”. Chissà che il legittimo desiderio di Andrea non possa trovare presto compimento allo “Speroni”.

Giovanni Castiglioni