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Pallamano

Mondiali – Una questione tutta tra vichinghi

La finale dei Mondiali maschili di pallamano sarà un affare privato tra vichinghi. Oggi ad Herning, nello Jutland, la partita che vale il titolo iridato (fischio d’inizio alle ore 17.30) metterà di fronte la Danimarca padrona di casa e la Norvegia. Comunque andrà a finire, la vincitrice sarà una novità assoluta perché nessuna delle due nazionali ha mai scritto il proprio nome nell’albo d’oro della più importante manifestazione internazionale di questa disciplina.

La Jyske Bank Boxen, così si chiama il palasport che oggi ospiterà la finale, sarà pieno come un uovo. Sono attesi 15.000 spettatori in gran parte danesi, ma anche di altre nazionalità. Molti di loro erano già ad Herning ieri sera, ad animare le strade e i locali di questa tranquilla ed elegante cittadina che non raggiunge i 60.000 abitanti.
La finale che in tanti volevano, cioè quella tra le Nazionali dei due Paesi organizzatori, è saltata.
Venerdì alla Barclaycard Arena di Amburgo, davanti a 12.500 spettatori, la Danimarca ce l’ha fatta, sebbene in semifinale avesse di fronte la Francia campione uscente, la Germania no, trafitta dalla Norvegia.
I transalpini hanno dunque abdicato e lo hanno fatto con un tonfo clamoroso. Il duello con la Danimarca non ha avuto storia. La Francia ha cominciato male e finito peggio. Gambe molli, testa rimasta negli spogliatoi, cuore non pervenuto. Morale: 38-30 per il “mostruoso” Mikkel Hansen e per i suoi fortissimi compagni che oggi proveranno a salire sul tetto del Mondo.
Diversa la seconda semifinale che ha visto una frizzante Norvegia spegnere il sogno della Germania. Lacrime amare quelle dei tedeschi, che ormai si sentivano vicini almeno al traguardo di chiudere imbattuti le partite in casa, per poi giocarsi il tutto per tutto in finale. Invece si son messi di traverso i norvegesi, più forti del previsto. La Germania ha lottato con generosità, ha inseguito gli avversari per quasi tutta la partita (17-13 all’intervallo) pensando in cuor suo di riuscire ad acciuffarli, ma quando le squadre sono entrate in dirittura di arrivo il divario, anziché ridursi, è cresciuto fino al 31-25 conclusivo.
Vittoria netta e meritata quella della Norvegia. Lo hanno riconosciuto anche i tifosi tedeschi che in precedenza, malgrado le difficoltà, non avevano smesso per un secondo di incoraggiare la propria squadra.
Di spettatori alla Barclaycard Arena ce n’erano davvero tanti. Sold-out, tutto esaurito, si sentiva ripetere chi, ingenuamente, aveva sperato di trovare aperti i botteghini per acquistare il biglietto all’ultimo minuto.
Del resto già a Berlino nel primo incontro della fase eliminatoria la Nazionale tedesca aveva riempito il palazzetto, figuriamoci in occasione di una semifinale.
Al termine di Germania-Norvegia, in sala stampa, ho chiesto un’informazione in italiano. Ci provo sempre, chissà mai che qualcuno mi capisca senza bisogno di dovermi ridicolizzare parlando un inglese imbarazzante.
Non funziona quasi mai. In compenso stavolta un cronista tedesco che ha vissuto per qualche tempo in Liguria, dopo avermi ascoltato, mi ha chiesto cosa ci facesse ai Mondiali un giornalista italiano. Si è stupito tantissimo, visto che la Nazionale azzurra non era presente. Inoltre sa che in Italia la pallamano non è granché praticata. Di conseguenza si è meravigliato anche nel sapere che parecchi appassionati di questa disciplina stanno seguendo i Mondiali con interesse, appellandosi a tutti i mezzi a disposizione: articoli, Facebook, dirette via web e oggi addirittura in TV, su SportItalia.
Insomma, una volta tanto la pallamano italiana ha colto un tedesco in contropiede.

Sergio Luoni