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Eccellenza girone A, Varese Calcio

Michele Ferri: “Dover smettere mi fa paura, ma ho un piano B”

In vacanza solo per modo di dire, “Sono a Palermo, a casa mia – ci dice Michele Ferri direttamente dalla spiaggia -, ma non è una vera e proprio vacanza perché faccio le stesse cose che faccio a Busto: la spesa, la casa, i bambini. L’unica differenza (non da poco ndr) è che qui c’è il mare”.
Il centrale ex Serie A sta vivendo un’estate diversa dal solito perché, al momento, per lui non c’è alcun raduno alle porte. “Sono in attesa di qualche chiamata, il telefono lo porto sempre con me, anche in acqua” ironizza Michele. “Col Busto 81 l’esperienza è finita, ho avuto un contatto con la Vergiatese, ma una trattativa vera e propria non è neanche nata. Tutto tace, vedremo più avanti. Mi era capitato anche un’altra volta, ma poi la soluzione la si trova. Sicuramente è una sensazione strana, non piacevole dopo una vita che fai questo. Penso di saper fare bene solo questo… è il mio lavoro, ma anche la mia vita” aggiunge.

La paura di dover appendere le scarpette al chiodo c’è: “Mi spiacerebbe solo perché andrei avanti volentieri un altro anno – ammette -; ma non nascondo che sto pensando al futuro”.
Il difensore bustocco è sul mercato a tutto tondo: “Ho già il patentino Uefa B e mi piacerebbe provare ad allenare, per ottenere Uefa A dovrei fare qualche mese come collaboratore tecnico. Ammetto che mi piacerebbe provarci, ma dovrò vedere se mi sarà data la possibilità. Aspetto che qualcuno mi dia fiducia”.

Sguardo ai campionati: “Sicuramente quello di Eccellenza non è lo stesso dell’anno scorso. Il campionato passato era molto competitivo con tante contendenti. Adesso c’è meno concorrenza, sulla carta la Varesina ha la strada spianata ma vinere non è mai facile. La Serie D? Saranno competitivi tutti e due i gironi. Il Legnano ha dimostrato di meritarsela. E il Varese? Una brutta fine e sinceramente non me l’aspettavo – commenta l’ex biancorosso -. Speravo potesse risollevarsi e invece nulla. La piazza oramai è sfiduciata totalmente. Un gran peccato”.

Elisa Cascioli