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Calcio, Pro Patria

Javorcic: “Troppi regali, buona la reazione”. Kolaj: “Ci credevamo”

C’è chi nasce pronto e chi (come la Pro Patria), ha bisogno di un tempo per diventarlo. E anche se in circolo rimane l’intramuscolo di adrenalina del 2-2 at the buzzer, il prima ha la precedenza (non solo cronologica) sul dopo. Nel post di Gozzano Ivan Javorcic dimostra di avere la memoria lunga: “Voglio partire dall’inizio. Con così tanti regali non puoi pretendere di avere un risultato positivo. Abbiamo concesso troppi uomini. Il primo è tempo è stato questo e bisogna sottolinearlo. Poi nel secondo la squadra ha reagito e i giocatori che sono entrati sono stati determinanti. Alla fine per come si erano messe le cose per noi è un punto pesante. Andiamo avanti. Possiamo trarre una lezione da questa partita. Abbiamo preservato Colombo e Fietta e qualche ragazzo che è entrato ha dimostrato di essere pronto. Ci sono delle sfumature positive ma non dobbiamo dimenticarci il primo. In cui abbiamo commesso troppi errori per poter essere competitivi a questo livello. Faccio un in bocca al lupo a Barreto, con cui ho giocato. Era appena rientrato da un lungo infortunio”.

Per Aristidi Kolaj, 90 minuti venerdì sera con l’Under 21 albanese e 50 (non banali) ieri nella palude del D’Albertas. Una 48 ore non stop che l’ex Sassuolo tratteggia con la retorica del caso e una bugia bianca: “Partita tosta. Ci abbiamo provato fino alla fine. E’ sempre importante fare punti per muovere la classifica. Quando sono entrato ho visto subito che la squadra ci credeva. Javorcic ha urlato nell’intervallo? Non lo so. Io mi stavo scaldando…(sorriso e pausa scenica, ndr)”. Insomma, ha detto sì.   

La miglior difesa (non) è l’attacco. Quattro punti nelle ultime 6 gare (quanti Olbia e Giana, benchmark negativi del Girone A). Vittoria che manca (appunto) da 6 turni (striscia più lunga dalle 19 partite senza hurrà dell’anno di (dis)grazia 2015/2016). I numeri non dicono mai tutto. Ma qualcosa sì. Soprattutto nel saldo fatte/subite. Nel merito, quest’anno per segnare più di un gol, la formazione biancoblu deve subirne altrettanti. Occorso sempre (Juventus U23, Carrarese e Gozzano) tranne che con la Pianese. Questione di equilibrio. O di coperta corta. Metafora scontatissima. Ma che rende bene l’idea.         

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Giovanni Castiglioni