Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi

Eccellenza girone A, Varese Calcio

Il Varese non fallisce, ma rischia la radiazione. Benecchi intervenga

Ciò che vi abbiamo anticipato ieri,si è verificato oggi presso il Tribunale di Varese. Il Calcio Varese ha evitato il fallimento, almeno per ora. L’udienza, infatti, ha subito un ulteriore rinvio dopo quello dello scorso 19 marzo; la nuova data fissata è quella del 29 maggio che riguarderà esclusivamente lo studio legale Colombetti che avanza circa 15mila euro. Il Varese ha tempo fino a quella data per sistemare il debito, ma il giudice ha già lasciato intendere che, in caso di mancato accordo, rigetterà la richiesta in quanto la cifra per chiedere fallimento deve superare 30mila euro. La Macron, invece, ha ritirato la propria istanza ed è stato messo a verbale che il Varese ha onorato l’impegno nei suoi confronti. Nei giorni scorsi Benecchi ha trovato un accordo con la Macron di Luca Grimi, fornitore tecnico, alla quale doveva ancora 35mila euro dei 64mila in totale. Il proprietario unico biancorosso ha saldato parte della cifra e rateizzato il resto tramite assegni con scadenza al 30 giugno. Una mossa che ha convinto l’ex sponsor tecnico a ritirare l’istanza fallimentare.

Benecchi dunque si è mosso in questa direzione, ma è rimasto fermo per quel che riguarda l’attività della squadra e adesso, allontanato il fallimento, rimane comunque l’ombra della radiazione nel caso in cui nessuno si presentasse negli ultimi due incontri di campionato, che, sommati alle due rinunce precedenti, significano esclusione senza sé e senza ma. Si attende ancora una sua risposta pubblica dopo la conferenza stampa della squadra che ha annunciato la cessazione dell’attività per mancanza di qualsiasi cosa: campi, lavanderia, materiale. In questi mesi la società non ha fatto nulla per sistemare questa situazione, se non trovare ospitalità da parte delle società del territorio, e, sapere che ha comunque saldato un credito vecchio per evitare ripercussioni anche personali, si presuppone abbia fatto ulteriormente arrabbiare chi quest’anno ha ricevuto poco (prima squadra) o nulla (vivaio) ed è tornato a giocare nonostante promesse non mantenute. In merito l’avvocato dei giocatori ha diramato un comunicato in cui ha ribadito ciò che gli stessi hanno espresso pubblicamente una settimana fa: “Nessuna somma di denaro è stata accreditata a nessuno dei miei assistiti”, il riferimento in questo caso però è a Domenico Altomonte, che ha mandato all’aria la trattativa, e alle sue dichiarazioni. Il messaggio per la dirigenza è invece questo: “In assenza di qualsivoglia indicazione anche da parte dell’attuale proprietà, ho predisposto gli atti che depositerò nelle opportune sedi giudiziarie e sportive a tutela dei miei assistiti”, conclude il comunicato.

Al momento è improbabile che il Varese riesce a giocare la sfida di Pasquetta contro il Mariano soprattutto perché, oltre a non avere la squadra (che comunque potrebbe sostituire con i baby come già fatto con la Castanese), non ha manco un campo: lo stadio è ancora sbarrato, Viggiù non è più disponibile per la questione delle porte e per il “Chinetti” di Solbiate bisogna trovare un accordo. In tutto ciò non esiste più nemmeno una sede. Insomma, i guai sono tutt’altro che finiti. La pazienza, quella invece, è terminata da un pezzo.

Elisa Cascioli