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Pallacanestro Varese

Il cammino verso la Stella del Basket siamo Noi: quante emozioni in una volta

Quanti ricordi. Quanta bellezza. Ma, soprattutto, quante emozioni tutte in una volta.

stellaL’uragano di emozioni intitolato “Starwalkers – Il Cammino verso la Stella”, e perfettamente organizzato dal trust “Il Basket siamo noi”, ha travolto tutti i presenti che sabato scorso hanno gremito la stupenda Sala Campiotti messa a disposizione da Mauro Temperelli segretario generale della Camera di Commercio. In un lungo percorso fatto di immagini, filmati, testimonianze fotografiche, articoli di giornale e voci, tante voci, il trust presieduto da Umberto Argieri ha voluto omaggiare i tantissimi protagonisti che dal 1961, anno che coincide con la conquista del primo scudetto, al 1999, anno consacrato alla conquista della scudetto della Stella, hanno fatto la storia della Pallacanestro Varese.

Tonino Zorzi e Paolo Magistrini, leggendari giocatori del primo tricolore targato Ignis, hanno lanciato la volata ai numerosi protagonisti degli scudetti successivi in un lunghissimo elenco di campioni che, uno dopo l’altro, si sono succeduti sul palcoscenico raccontando ricordi, rivivendo sensazioni, tessendo l’affettuosa tela della “nostalgia canaglia”.

20 anni dalla StellaMiriam Garbosi, Paolo Vittori, Guido Alberto Gatti, Aldo Ossola, Dodo Rusconi, Dino Meneghin, Paolo Polzot, Marino Zanatta, Carlo Recalcati, Andrea Meneghin, Gek Galanda, Marco Van Velsen, Armando Crugnola, Sandro Galleani, Gianni Chiapparo, Dodo Colombo e diversi altri ancora che solo per carenza di spazio non riesco proprio a citare.

Tutti insieme hanno regalato ai tifosi aneddoti, battute, prese in giro tra vecchi compagni, spunti di riflessione e anche momento di viva commozione ricordando quelli che purtroppo ci hanno lasciato. Così, in una serata di quelle da ricordare, un brillantissimo Antonio Franzi, perfettamente a suo agio nel ruolo di presentatore-intrattenitore-motivatore, in totale sintonia con Benedetta Lodolini, hanno abilmente orchestrato tutti gli interventi rendendo gradevolissimo e molto, molto speciale un evento che, una testimonianza via l’altra, ha accesso il sorriso o velato gli occhi di lacrime di tutto il pubblico presente.

Fare un riassunto di tutte le cose che sono state dette è davvero un’impresa titanica e, tra l’altro, si rischierebbe di fare un torto a qualcuno.

20 anni dalla Stella 2Tuttavia, dovendo scegliere, mi muovo tra il buon senso e l’amore per basket, per la Pallacanestro Varese e per ciò che simboleggia in città e in Europa espressi dal Presidente del Trust Umberto Argieri e la ben riposta ironia di Paolone Vittori il quale, senza fare una piega, con un largo sorriso ha esclamato più o meno così: “Signore e signori, vi ringrazio per essere intervenuti e per l’affetto che ancora ci dimostrate, ma la circostanza per la quale siete qui è sbagliata perchè, ve lo ricordo, gli scudetti conquistati dalla Pallacanestro Varese sul campo sono 11, capito!? Undici”

Ed il riferimento di Vittori, uno dei giocatori più importanti di sempre mai espressi dalla pallacanestro italiana, è al ben noto scudetto 1966 vinto sul campo contro l’Olimpia Milano (successo 74-59 in un epico spareggio) e, con grandissimo scandalo, revocato due mesi più tardi.

A distanza di oltre cinquant’anni una punzecchiatura più che giustificata da parte di Vittori che, non è un mistero, non ha mai digerito quello “scippo”.

20 anni dalla Stella 3Insomma: una delle più classiche serate in cui è giustificato puntare l’indice verso gli assenti dicendo loro: “Ragazzi, cosa vi siete persi!”. A margine, infine, resta il tempo per segnalare una grossolana dimenticanza nella quale tutti siamo incappati. Con lo scorrere dei filmati d’epoca della RAI è stato giusto, assolutamente doveroso e legittimo ricordare la figura di Aldo Giordani, il primo nonchè il più grande telecronista e divulgatore di pallacanestro in Italia.

Ma l’aver dimenticato, io per primo, il grandissimo Augusto Ossola, meraviglioso e inimitabile amanuense estensore della Storia della Pallacanestro Varese con la “S” maiuscola e “professore” di tutti noi cronisti varesini, rappresenta un peccato che, certamente, gli dei della pallacanestro ci faranno scontare, ma forse il buon Augusto, dal posto dove si trova in questo momento, con il suo sorriso gentile e pieno di umanità ci perdonerà…

  Massimo Turconi