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Calcio, Pro Patria

Astinenza da gol in trasferta. Per fortuna c’è il riposo forzato

Magari bisogna ancora prendere le misure sul sabato. E magari (invece) c’è qualcosa di non casuale nelle due ultime sconfitte biancoblu. Quella di Arzachena certamente peggiore di quella occorsa 7 giorni prima a Pontedera. Intanto perché maturata sulla sirena. E poi perché in Costa Smeralda (praticamente), la Pro Patria non ha mai tirato in porta. Sommando alle oggettive avverse condizioni ambientali (fastidiosissime raffiche di maestrale), una ridotta brillantezza figlia di una pausa di prestazioni (quasi) inevitabile dopo 4 mesi a gas spalancato. Probabilmente ha ragione Javorcic quando sostiene che ci si era abituati troppo bene. La sosta forzata del prossimo weekend (3-0 d’ufficio sul Pro Piacenza), finirà con l’essere proprio quello che serviva.

Il groppo in gol. L’astinenza dal gol in trasferta sta assumendo i contorni del primato storico. 489’ senza segnare. Mai a bersaglio nel 2019. Per trovare una serie più lunga bisogna tornare a cavallo tra la stagione 87/88 (C2) e quella successiva (Interregionale): 542’ a secco tra la rete di Pessina a Sassuolo (2-1 emiliano alla 30^ l’8 maggio 1988) e quella di Bellotto a Sancolombano (1-1 alla 9^ il 6 novembre 1988). In mezzo, 3 sconfitte (1-0 a Casale e Chievo e 3-0 a Binasco) e due 0-0 con Pro Lissone e Nuova Verbania. Valicato quel record bisognerebbe risalire addirittura ai 715’ dell’84/85. Meglio fermarsi prima.

Celo celo, manca manca. Categoria semplici coincidenze. Forse. Nelle 5 partite a secco in trasferta (450’), Niccolò Gucci ha giocato solo 106’ (23%). Nel dettaglio, 59 minuti a Siena, 2 a Vercelli e 45 a Piacenza prima di uscire per infortunio e saltare le successive due. Per la verità, il bomber di Bagno a Ripoli ha siglato solo una delle sue 8 reti lontano dallo “Speroni” (al netto del gol sbianchettato con il Pro Piacenza). Ma la sua capacità di attaccare lo spazio è chiaramente mancata alla manovra tigrotta di queste due ultime settimane. Per la cronaca, ad Arzachena hanno mancato visita anche Lombardoni, Battistini, Bertoni e Pedone.

Ho visto un tre. Fare punti senza giocare? Non male, eh? Peccato che il privilegio tocchi prima o poi a tutti. Sabato sarà il turno della Pro Patria che in luogo della sfida prevista con il Pro Piacenza, si vedrà accreditati 3 punti in classifica. Salendo così a quota 46. Cioè, ottava o nona posizione in subordine a quanto farà il Novara con il Cuneo. Prossimo impegno agonistico ancora in trasferta il 23 con la Lucchese (ore 16.30, stadio “Porta Elisa”).

La metà oscura. Come a Piacenza tre settimane prima, anche ad Arzachena il gol è maturato nel recupero. In generale, 20 delle 29 reti subite dalla Pro Patria sono arrivate nel secondo tempo. Addirittura, in trasferta 13 su 15 nella ripresa. Solo ad Arezzo e Pistoia sono state registrate segnature avversarie nei primi 45’. Sempre lontano da casa, 3 degli ultimi 7 gol sono stati subiti oltre il 90’. Numeri da non sottovalutare.

Porte girevoli. Ancora a proposito di coincidenze, l’unico punto (e l’unico clean sheet) ottenuto in trasferta nel 2019 (0-0 a Vercelli) è maturato con Tornaghi in porta. Negli altri 4 casi (Siena, Piacenza, Pontedera ed Arzachena), Mangano tra i pali ha significato (suo malgrado o meno), 1-0 per gli altri. Il tema portiere non è certamente un inedito in casa biancoblu. Adesso occorreranno tatto e buon senso per non farlo diventare un problema.

Giovanni Castiglioni