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Personaggio

Vito Romaniello sognatore: premio alla testardaggine

Trentacinque anni di mestiere, una carriera cominciata nel 1984 con il quotidiano La Prealpina, proseguita nell’emittente locale Rete 55. Ci sono state anche le collaborazioni con Rai e Stream. “Per la Rai mi sono occupato di serie D e C, avendo pubblicato decine di almanacchi su queste categorie avevo qualcosa da dire. Stream era diretta da Darwin Pastorin, scrittore e poeta del pallone, prima ancora che giornalista. Ho curato una trasmissione settimanale dedicata al calcio di periferia e soprattutto la serie di documentari “Le città del pallone”. Giravo l’Italia da nord a sud per raccontare il legame fra una squadra e il territorio che rappresentava”.

Vito RomanielloUn po’ come fai adesso con Italia Foodball Club e questa taverna dove stiamo dialogando è in perfetto stile con il tuo format. Mi colpisce quella mensola e tutti i premi che hai ricevuto in tanti anni. C’è anche il nostro di Varese Sport.Si tratta di bei ricordi, non certo di trofei. Il Leone d’Oro della Maddalena, lo Sport Movies di Milano, il Palumbo della Gazzetta dello Sport e poi il Bacco d’Oro: sono lì a ricordare il grande lavoro che c’è dietro ogni riconoscimento. E soprattutto un premio alla mia testardaggine, questo sì. Tante volte, fin da quando avevo quindici anni, ho incontrato gente che mi diceva di cambiare mestiere. Non ho ascoltato nessuno, solo il mio cuore, che mi diceva di andare avanti nonostante le tante difficoltà. Ho avuto frequentazioni importanti e mai nessun aiuto”.

Eppure hai collaborato anche con Dahlia, Mediaset Premium, sei diventato direttore dell’Agenzia Giornalistica AGR, del network radio CNR prima di passare a LaPresse: “Forse perché non ho mai smesso di sognare. E ho combattuto ogni giorno per cercare di trasformare la realtà. Ho dovuto inventare le cose più assurde per raggiungere i miei obiettivi e ho trovato qualche amico pronto a darmi sostegno. Con Michele ho pubblicato 37 annuari del calcio e mi sono costruito una reputazione fra gli addetti ai lavori. Fabrizio mi ha presentato Maurizio e ho potuto esordire in serie A. Flavio ha aperto le porte di Milano consentendomi il grande salto dalla provincia”.

Ora dobbiamo salutarci, in perfetto stile Italia Foodball Club, dopo questa chiacchierata è arrivato il momento di soddisfare il palato con i nostri piatti preferiti. Quali sono? Lo scoprirete la prossima volta, di certo le novità non finiscono qui.

Simona Romaniello

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