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Pro Patria, Serie D

Sosta propizia alla Pro Patria, si vince sempre. Giallo gol

Quando l’ovvio incontra il calcio, la retorica vince sempre a mani basse. Nel piccolo frasario del vostro post partita domenicale anche il lapalissiano “Oggi era importante solo vincere”. Come se di solito le priorità fossero altre. Nella formula magica in questione ieri è incappato anche Ivan Javorcic che ha voluto chiosare il catartico 1-0 contro il Lumezzane sottolineando una verità tanto scontata quanto (peraltro) inoppugnabile. Crisi (o crisetta) alle spalle, vetta a 5 punti (ma con una gara da recuperare), e scenario promozione di nuovo ammiccante. Domenica un possibile snodo decisivo. Le prime 3 in trasferta con il Rezzato opposto alla Pergolettese, il Pontisola alla Virtus Bergamo e la Pro Patria al Ciserano (ore 14.30, Campo Comunale “Carlo Rossoni”). Scommettiamo che anche domenica sarà importante solo vincere?

Vado al minimo. Ritorno al successo dopo un mese esatto, ancora per 1-0. Per la settima volta in stagione (la quarta in casa) la Pro Patria si è portata a casa i 3 punti con questo punteggio. Gli ultimi 4 successi biancoblu (Grumellese, Crema, Dro e Lumezzane), sono stati ottenuti sempre per 1-0. Nel complesso, 10 delle 17 vittorie tigrotte sono avvenute con un solo gol di scarto.

Riprova, sarai più fortunato. Tra le buone notizie di giornata, anche la porta nuovamente immacolata: 14° clean sheet stagionale (6 per Guadagnin e 8 per Mangano). Con 18 reti al passivo, la retroguardia bustocca resta la migliore del lotto. La capolista Rezzato ne ha incassate 28 segnandone peraltro 64 (Pro Patria a 40).

Stop ‘n Pro. Quarta sosta stagionale e quarto successo al rientro. Era già occorso due volte con il Crema e a Lecco alla prima di ritorno. Anche in questo caso, il break (più o meno previsto), ha prodotto il cambio di passo. Spedendo in soffitta le ruggini di Caravaggio. Serviva tornare alla routine quotidiana di lavoro (concetto espresso tanto da Javorcic quanto da Gazo) e serviva ritrovare la serenità smarrita (o semplicemente scalfita). La sconfitta a bocce ferme del Rezzato ha poi fatto tutto il resto.

Ti sia lieve la terra. “Il silenzio pesa più delle parole”. Chiamato a dire la sua sulla tragica scomparsa di Davide Astori, Ivan Javorcic si è tenuto alla larga dalla solita melassa. “Ognuno in privato faccia una profonda introspezione personale”. Aggiungere altro sarebbe davvero superfluo.   

Tolleranza Zaro. Sul caso è già stata aperta un’apposita commissione interna. Chi ha segnato ieri? Pedone o Pettarin? Il Pedo l’ha inzuccata nell’angolino. Il goriziano l’ha colpita probabilmente già oltre la linea. Nel dubbio, l’ineffabile Andrea Scalvi (speaker amletico se ce n’è uno), ha attribuito la rete al Giuanìn Zaro. Lo spericolato triangolo è stato poi prontamente smontato dalle evidenze televisive. Della serie, il tabellone allo “Speroni”, se non ora quando? Scena prima.

Nino non aver paura… Voce stentorea. Tono inconfondibile. Per chi frequenta abitualmente la tribuna di via Cà Bianca, le autarchiche invettive di Ninetto Pellegatta (ex parlamentare e volto notissimo della politica cittadina), fanno ormai parte del folklore locale. Ieri però, la rappresentazione in cartellone prevedeva la farsa con l’onorevole bustocco impegnato nella ripresa a suggerire alla panchina biancoblu mosse tattiche utili a sbloccare la parità. Peccato che la Pro fosse in vantaggio da un’oretta buona. In ossequio al revisionismo storico, il segreto è stato svelato al 90’ dal consigliere Alberto Armiraglio. Della serie, il tabellone allo “Speroni”, se non ora quando? Scena seconda.

Lo strano caso di Ciliverghe – Levico. Programmata inizialmente per il 7 marzo, la sfida tra Ciliverghe e Levico è stata rinviata al 21. Causa dello slittamento la convocazione (a sorpresa) nella Rappresentativa di Serie D prossima alla partecipazione alla Viareggio Cup di Thomas Alberti, attaccante classe ’98 in forza al club trentino. Il Girone B è rappresentato alla rassegna giovanile anche dal difensore Matteo Pellegrini (’99 Virtus Bergamo) e dal centrocampista Simone Comelli (’99 Caravaggio).      

Giovanni Castiglioni