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Nuoto

Sincronizzato – La Busto Nuoto si gode la sua “Gemma”. Galli: “Europei meravigliosi”

Una spedizione bellissima quella del nuoto sincronizzato a Glasgow che ha fatto inceppa di medaglie (ben 9) e che ha contribuito a portare in alto il tricolore ai campionati europei, regalando emozioni, vittorie e tante belle speranze per un futuro che è già dietro l’angolo.
Ed emozioni, vittorie, speranze, le ha regalate anche Gemma Galli, sincronetta classe ’96 che gareggia con la Busto Nuoto oltre che con la Marina Militare e che grazie alle gare a squadre di libero, libero combinato e tecnico è riuscita a vincere rispettivamente bronzo, argento e bronzo.
gemma galli sincro_2Sono tanto felice e soddisfatta è andata come non credevo ma come speravo, è stato tutto meravigliosoha commentato durante il suo viaggio di ritorno.La prima medaglia è stata la più duraprosegue Gemmaalle eliminatorie eravamo dietro la Spagna, abbiamo dovuto rincorrere e sorpassarle, poi le altre hanno preso la scia e sono arrivate non senza fatica ma con meno patemi; quello che però ho più apprezzato di me stessa è stato il modo in cui ho vissuto tutto ciò, con molta più serenità, e di questo ne ho giovato io e tutte le mie compagne, riuscire ad essere più tranquille aiuta sia nelle performance sia nell’analisi post gara”. È questo ciò che ti porti a casa oltre i metalli?Sì, assolutamente, la capacità di vivere meglio esperienze di questo calibro, oltre che l’esperienza in sé, ed ovviamente anche la consapevolezza di far parte di un gruppo che è ancora più forte, più unito di prima”.
È un movimento quello del sincro che sta davvero crescendo facendosi spazio su larga scala: nove medaglie non sono poche, anzi…E’ bellissimo vedere che si sta lavorando bene sotto ogni aspetto, ma ancor più bello è vedere tutta quest’attenzione intorno a noi perché già agli europei di Londra il bottino fu notevole ma non se ne parlò così tanto, oggi invece si sono accesi i riflettori ed in tanti si stanno accorgendo che anche il nuoto sincronizzato può suscitare emozioni, io mi auguro solo si continui così”.
Credi che la nuova formula di questi campionati europei, ovvero la formula “multisport” che raccoglie su due città quali Glasgow e Berlino le gare europee di più discipline in un arco di tempo ristretto, stia funzionando?
Sì, è una formula che mi piace molto, attira molto di più l’attenzione e ne beneficiano tutti”.
gemma galli sincro_2A proposito di questo: sei riuscita a vedere qualche altro sport?
L’altro giorno (lunedì 6 agosto s’intende) siamo riuscite ad andare a vedere qualche gara di nuoto, ho visto le staffette miste e Luca Pizzini, ma al di là di questo mi sono ritrovata a sostenere gli azzurri in una piscina fantastica con un’atmosfera incredibile, purtroppo per il resto eravamo isolate nel nostro albergo e concentrate sulle nostre gare”.
Dediche e sogni, partiamo dalle prime.
Le dediche sono tre ovvero per la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e senza la quale non sarei mai arrivata qui, la seconda è per la mia allenatrice Stefania Speroni che io adoro, per me è l’allenatrice perfetta, la terza è per Aurora Etter, una mia compagna scomparsa a gennaio, ecco, io nuoto per lei”.
La dolcezza di Gemma è tangibile, ma tangibile anche la sua determinazione, il miscuglio di questi due elementi forma una mente limpida che ora andrà in vacanza per poi ripartire a settembre, con ancora più fame.
Dicevamo, e i sogni?
L’anno prossimo ci saranno i mondiali in Corea del Sud, poi il sogno di ogni atleta sono le olimpiadi, quindi come non citare Tokyo 2020? Però adesso lasciatemi godere un po’ di vacanze al mare, direi meritate, a settembre si riparte ed affronterò tutto cercando di salire un gradino per volta”.
Da Busto Arsizio a Glasgow, da Busto Arsizio a Gwangju (Corea del Sud), da Busto Arsizio a Tokyo: il primo viaggio è già nell’album dei ricordi, per gli altri due tempo al tempo: Gemma Galli ha le idee chiare e la tipica freschezza di una ventiduenne che tiene ben stretta in mano una valigia piena di sogni, sogni che non hanno intenzione di spostarsi troppo ed uscire dal radar se non per fare spazio ad una medaglia.

Mariella Lamonica