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Pallacanestro Varese

OJM, tre chiavi per provare il colpaccio in gara-3

Nelle prime due gare è stata una serie intensa e selvaggia, con entrambe le formazioni che hanno messo in campo una difesa aggressiva e Brescia che – dopo aver lungamente inseguito in entrambe le partite – è stata capace per due volte di rimontare, di agganciare Varese e di sorpassarla nel finale. Circa 70 minuti su 80 di svantaggio per la Germani, eppure la serie è sul 2-0 per Brescia. La Openjobmetis, comunque, deve mantenere alta la fiducia nelle sue possibilità.

Per il girone di ritorno che ha vissuto e per come si è ben comportata sul neutro di Verona prima e al PalaGeorge di Montichiari poi, la squadra di Caja non meriterebbe di certo uno 0-3. Brescia, però, è una compagine talentuosa, esperta, che non fa sconti. Ecco perché servirà una gara perfetta per 40 minuti per la OJM, provando a limare quei – pur pochi – errori che hanno compromesso le prime due sfide. Vediamo tre possibili chiavi per provare a vincere gara 3.

- Il tiro da tre punti: nel trionfale girone di ritorno, Varese ha tirato sotto il 30% da tre solamente in due occasioni (nella sconfitta a Pistoia e nella vittoria su Brindisi). Con il suo 35.9% in stagione regolare, la Openjobmetis è stata la quinta miglior squadra per percentuale dall’arco. Difficile, dunque, pensare di poter sconfiggere Brescia con le percentuali delle prime due gare: 21.2% a Verona (7/33) e 21.4% a Montichiari (6/28). L’impressione è che Varese in questa serie debba dunque ritrovare certezze soprattutto dal perimetro: tra gara 1 e gara 2 la circolazione di palla è migliorata e i tiri aperti sono arrivati in maggior numero. Ora serve segnarne qualcuno in più, non devono tremare le gambe.

- La gestione delle energie: in fase di presentazione della serie avevamo evidenziato che Brescia, rispetto alle altre possibili avversarie per il primo turno (ovvero Milano, Venezia e Avellino), aveva una rotazione più corta. È vero, ma questo non vuol dire che non abbia comunque più profondità rispetto alla Openjobmetis, anche soltanto per quella possibilità di ruotare l’ultimo straniero. In gara 1 è rimasto fuori Hunt, in gara 2 Lee Moore, stasera potrebbe toccare di nuovo a Hunt. La OJM, invece, si è ritrovata lunedì a schierare per più di 10 minuti solamente sei giocatori. È plausibile, dunque, che tra le ragioni della sconfitta ci sia la mancanza di freschezza e di lucidità nel finale, soprattutto in considerazione degli altissimi ritmi e del pressing indiavolato che Varese ha messo in campo nel primo tempo. Se si dovesse arrivare di nuovo in volata, la Openjobmetis dovrebbe cercare di giungere agli ultimi minuti con qualche energia in più rispetto a gara 1 e gara 2.

- La carica di Masnago: il PALA2A può essere un fattore, i giocatori lo hanno sottolineato spesso in stagione e riteniamo che non sia solo retorica: i biancorossi non perdono in casa dal 14 gennaio (Varese-Torino 89-92, ultimo turno del girone d’andata). Il pubblico di Masnago, che dovrebbe raggiungere e superare le 5000 unità, è chiamato a sostenere e ad incitare la squadra verso una vittoria che – ripetiamo – sarebbe meritata dopo due successi soltanto sfiorati in trasferta. In casa, poi, la Openjobmetis trova di solito maggiore facilità nel creare situazioni congeniali di transizione e di campo aperto, che vanno assolutamente sfruttate per non essere costretti a sfidare la temibile difesa a metà campo di Brescia. Il pubblico e i giocatori vogliono questa vittoria e proveranno a raggiungerla assieme. Nessun risultato è scontato, soprattutto a Masnago.

Filippo Antonelli