Your message has been sent, you will be contacted soon

Call Me Now!

Chiudi

I pensieri di Cecco&Beppe

Le scuse di Cecco. Openjobmetis convincente, Varese corto. Tre Valli: che corsa

CECCO: Beppe, mi astengo da ogni commento! Sai da quanto non ci parliamo?
BEPPE: lo so, lo so: sono più di cinque mesi e me ne scuso…
CECCO: e ti pare normale?
BEPPE: passa un giorno, passa l’altro… Va beh, adesso siamo qui e cerchiamo di sproloquiare come abbiamo fatto tante volte in passato, dai!
CECCO: è cominciato il campionato con una bellissima vittoria della Openjobmetis!
BEPPE: sì, una vittoria importantissima, perché con questo inizio di campionato la squadra di Caja poteva rischiare grosso. Metti caso che, come sarebbe potuto accadere, il tiro di Moore non fosse andato a bersaglio e Brescia avesse vinto la partita: la Openjobmetis si sarebbe ritrovata a quota zero punti con la prospettiva di dover andare a Sassari domenica prossima e poi di ospitare Trento che, a dispetto della sconfitta al supplementare della prima giornata, mi sembra sempre una gran bella squadra (pur non avendo più Shields e Sutton, mica due qualunque…). E quindi con la ipotetica possibilità di ritrovarsi a zero punti dopo le prime tre giornate, cancellando di fatto gli effetti benefici dell’ottimo precampionato.
CECCO: invece la tripla di Moore è andata a segno e le prospettive sono cambiate… Ti convince questa Openjobmetis?
BEPPE: mi avrebbe convinto appieno se fosse rimasto Vene, giocatore di cui mi ero proprio innamorato, a mio parere il giocatore più importante nella straordinaria crescita della squadra nel girone di ritorno della scorsa stagione. Non capico che cosa sia accaduto, mi risulta tra l’altro (se non ho letto male o se non ricordo male) che Vene abbia accettato un semplice contratto a tempo determinato in Spagna, quando a Varese sarebbe stato servito e riverito. Mah…
CECCO: va beh, Vene non c’è più, e allora?
BEPPE: Scrubbs è un giocatore interessante, l’anno scorso è stato tra i migliori tiratori da tre punti e tutti sappiamo benissimo quale importanza abbia oggi il tiro da tre punti nel basket di oggi; e poi è uno che, con quelle braccia così lunghe, prende un bel po’ di rimbalzi, cosa che non guasta. Archie è stato un buonissimo giocatore, si tratta di capire se, dopo la scorsa stagione non felice in Israele, è precocemente e irreversibilmente in calo oppure se potrà tornare ai livelli già visti a Capo d’Orlando; il precampionato e la prima partita però non hanno risposto all’interrogativo, per cui attendiamo fiduciosi…
CECCO: percepisco già qualche malumore nei confronti di Moore…
BEPPE: guardi, la ringrazio davvero per questa domanda…
CECCO: non c’è di che…
BEPPE: allora, anch’io ho l’impressione che Moore non sia stato sinora apprezzatissimo dai tifosi e forse a causa di un equivoco.
CECCO: quale?
BEPPE: quando si ha a che fare con un giocatore statunitense, in particolare una guardia o un playmaker, si pensa subito a un sacco di punti che deve realizzare. Insomma, a un tiratore. Invece Moore non è affatto un tiratore, come la sua storia (anche italiana: è qui da sei anni!) insegna: tira poco e non tira benissimo, visto che le sue medie di realizzazione sono sotto il 40 per cento.
CECCO: evidentememnte avrà altre qualità…
BEPPE: esatto! Moore innazitutto detta i tempi della gara, comprende quando accelerare e quando rallentare, cosa che è essenziale per un regista che deve avere in mano le redini della squadra; poi serve assist (quasi 6 a gara negli anni italiani), prende rimbalzi (quasi 4 a gara, mica male per uno alto 183 centimetri) e recupera palloni. Ci sarà anche la volta in cui Moore segnerà venti o più punti ma si tratta solo di capire che le sue caratteristiche sono queste e non quelle del realizzatore; il resto verrà da sé…
CECCO: Vincenzo Esposito lo portò con sé da Caserta quando si trasferì a Pistoia…
BEPPE: esatto! E questo ti dice che se Esposito ha fatto questa scelta credeva profondamente nel giocatore. Sai quanti playmaer e quante guardie vengono sfornate ogni anno negli USA… C’è solo l’imbarazzo della scelta, anche se naturalmente bisogna saper scegliere bene…
CECCO: Avramovic sembra avere fatto decisamente il salto di qualità…
BEPPE: non facciamoci abbagliare dalla prestazione che Avra ha sfoderato contro Brescia, non sarà sempre così… Però è indubbio che il giocatore serbo non sia più quell’arruffone un po’ anarchico che avevamo conosciuto al suo arrivo. Adesso, al di là della precisione nel tiro da tre punti, che è una qualità sempre più importante nel basket di oggi (mi pare di averlo detto anche prima), Avramovic sa selezionare le sue opportunità offensive. E poi non so se hai notato il suo lavoro difensivo su Luca Vitali, che è stato molto limitato nella partita di domenica scorsa.
CECCO: da ciò che abbiamo detto sinora, la Openjobmetis sarà tra le prime otto…
BEPPE: calma, calma, ci sono anche le altre squadre… Sinceramente non so che dirti, credo di essere d’accordo con chi sostiene che, sulla scorta di ciò che abbiamo visto domenica, la Openjobmetis potrebbe soffrire moltissimo in trasferta, perchè in attacco si è affidata troppo alle iniziative individuali (soprattutto di Avramovic) e molto poco al gioco d’assieme, ignorando ad esempio Cain, che ha visto pochissimi palloni sotto canestro. E qui devo dare atto a chi ha criticato Moore, al di là del canestro finale decisivo per la vittoria (che comunque non è poco…): Ronald non è stato in effetti brillantissimo e ha commesso anche un paio di errori piuttosto gravi (palle perse in momenti importanti).
CECCO: ho paura che tu prenda e vada via, per cui, visto che da tempo immemore non parliamo di calcio, ti chiedo qualcosa anche del Varese…
BEPPE: sai che sono perplesso? Non so che cosa dire, perché questi nuovi proprietari da una parte hanno dato l’impressione di voler fare le cose seriamente: hanno ridipinto e risistemato alla grande la tribuna centrale, hanno preso una nuova sede dalle parti di viale Borri perché quella nella villetta dentro il recinto dello stadio evidentemente non bastava, hanno assunto personale spendendo dei quattrini…
CECCO: potrei fare una battuta e chiederti se hanno pagato, visto che le ultime proprietà del Varese non avevano avuto il braccino molto lungo… Scherzi a parte, da una parte questi nuovi proprietari hanno fatto (e spero pagato) queste cose. Ma dall’altra?
BEPPE: dall’altra hanno allestito una squadra che non sono ancora riuscito a capire se potrà lottare per vincere il campionato. E, se vuoi il mio parere, ti dico che non potrà competere per questo obiettivo. Ora, io capisco che gettare delle basi sia importante, ma parliamo del campionato di Eccellenza e gente che vuole fare le cose seriamente chiamandosi Varese non può e non deve accontentarsi di questo livello. Io avrei fatto esattamente il contrario: prima sarei risalito in tutta fretta in serie D, allestendo una squadra in grado di vincere il campionato; poi, tra un anno e una volta in serie D, mi sarei dato da fare per gettare le basi per il rilancio completo. Non sto parlando di mettere insieme una squadra come quella che tre anni fa stravinse il campionato di Eccellenza con 30 punti di vantaggio sulla seconda: così come una squadra che retrocede, anche una squadra che vince con un margine di vantaggio tanto ampio è una squadra sbagliata, perché sovradimensionata rispetto alle esigenze. E questo è un discorso che ricordo di averti già fatto.
CECCO: e che condivido in toto…
BEPPE: bene, solo il campo e il tempo diranno che intenzioni ha la nuova proprietà del Varese e se è di una scorza diversa rispetto a quelle variegate ma pur sempre avariate che il calcio biancorosso si è ritrovato negli ultimi anni.
CECCO: visto che la Tre Valli Varesine si è disputata solo qualche giorno fa, ti chiedo un’impressione…
BEPPE: bella corsa, purtroppo il nome del vincitore, il praticamente sconosciuto lettone Toms Skujins, non avrà fatto contenti gli organizzatori, che sognavano Valverde iridato vittorioso in via Sacco o almeno un Nibali, un Bardet, un Pinot (secondo in via Sacco e vincitore il giorno dopo alla Milano-Torino). Però ricordo ai benemeriti amici della “Binda” che nel 1987 Franco Ballerini vinse la sua prima gara da professionista proprio a Varese, “sporcando” un albo d’oro d’eccezione, e poi fece la carriera che sappiamo. Così come Daniel Martin si aggiudicò la Tre Valli del 2010 per poi conquistare traguardi assai più significativi. E sono solo due esempi. Ma il discorso è complesso, magari lo facciamo la prossima volta…
CECCO: ci conto, perché mi interessa.
BEPPE: con questo mi pare sia giunto il momento del commiato.
CECCO: conto su un bis più ravvicinato rispetto a quest’ultima volta.
BEPPE: non so se le altre volte avevo promesso ma stavolta faccio giurin giuretta!

Cecco&Beppe