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Varese Calcio

Varese Calcio nel caos, inizia la guerra social

CAOS – E’ un “the day after” carico di polemiche, ricco di veleni che sono tornati a galla dopo l’equilibrio societario ritrovato solo apparentemente negli ultimi due mesi. All’interno del Varese Calcio è riesplosa la guerra che da ieri sera si combatte a colpi di social. Dopo le clamorose dimissioni dell’ormai ex presidente Fabio Baraldi, annunciate nella sala stampa del “Franco Ossola” al termine della sconfitta della squadra nella finale playoff contro il Gozzano, in serata, i soci di minoranza, l’ex presidente Gabriele Ciavarrella e con lui anche Enzo Rosa, si sono esposti su facebook. La guerra di accuse è ricominciata.

POST ROSADEBITI – “35mila Macron – 75mila Vanoni – mensilità arretrate – acqua e ENEL a rischio taglio – cause in arrivo – DEVO CONTINUARE..???” si chiede Rosa parlando delle cifre dovute ad alcuni fornitori. E poi, in un commneto, ribadisce i concetti che aveva già dichiarato in una conferenza stampa qualche mese fa: “Quando Ciavarrella ha lasciato a giugno, c’era un bilancio certificato (di un noto studio commercialista) con un disavanzo di circa 45mila euro. Ricordo che chi trova condizioni economiche diverse da quanto riportato dal bilancio di una società, può intraprendere azioni nei confronti di chi dichiara il falso. Era tutto talmente a posto che uno degli attuali soci di maggioranza ha gestito in tutto e per tutto la società da giugno a ottobre (mese del passaggio effettivo delle quote) e occasione in cui di fronte al notaio ha confermato di avere preso visione del bilancio e verificato l’esattezza. Da dicembre in poi sono iniziate ad arte certe voci. Ma nè a Ciavarrella nè a Galparoli (di fatto amministratore dello scorso campionato) è mai stata fatta alcuna contestazione. Le cifre da me riportate nel post sono le stesse che i diretti interessati mi hanno personalmente riferito. E ne mancano altre…..”.

ROSA STA CON BARALDI – “Chi è per bene non può stare con dei ciarlatani…….e ci è voluto poco per capirlo.!!! Le altre pecore continuino pure a dormire nel gregge….”. Questo il post del socio fondatore di Varese Calcio che condivide la scelta di Baraldi di abbandonare la carica di presidente ma, insinuando, che i veri motivi non siano sportivi.

ImmagineMINACCE – Non finisce qui perché anche Ciavarrella si è esposto con questo post: “Non mi inginocchierò, non mi piegherò di fronte a minaccia alcuna. E’ nella mia genesi rimanere dritto, orgoglioso e impavido, pensare e agire senza perdere la dignità, questo per me significa essere Uomo” aggiungendo in un commento “Mister Baraldi l’uomo del progetto da 5 milioni e serie B si è dimesso… dopo solo due mesi… hanno ancora il coraggio di raccontare tante Bugie… calpestando la storia, gli uomini e i colori del Varese. Abbiamo ceduto le quote perché consapevoli di non avere da soli le risorse necessarie, al tempo Basile si era fatto garante di quelle risorse”.

LO SCARICABARILE - Attualmente l’80 per cento del Varese appartiene ad una società le cui quote sono divise tra Barladi (60 per cento), Taddeo, vicepresidente (20 percento) e Basile, direttore generale (20 per cento). Cosa ne sarà adesso di quella società? Le domande da fare sono innumerevoli e le colpe stanno ovunque si guardi.
Taddeo ha parlato di “progetto che va avanti”, ma a regnare sovrano è solo lo scetticismo e oramai più nessuno ha credibilità. Come andrà finire? E’ facile pronosticare il più classico degli scaricabarile all’italiana con tutti i protagonisti che si incolperanno a vicenda, come hanno fatto nei mesi precedenti, e nel frattempo sempre meno tempo per programmare la prossima stagione e fare scelte calibrate, anche perché non è ancora chiaro dove il Varese voglia stare (Serie D o Lega Pro)? Lo spettacolo continua, gli appassionati dell’horror rimangano ai loro posti. Intanto domani la squadra non si allenerà.

Elisa Cascioli
(foto di Ezio Macchi)