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Pro Patria, Serie D

Javorcic come Leonardo da Vinci: scienza e pratica

La scienza è il capitano, la pratica sono i soldati. Se non fosse che la frase è stata vergata secoli fa da Leonardo da Vinci (sì, quel Leonardo da Vinci), verrebbe da attribuirla a Ivan Javorcic. Perché strategia e tattica (sempre prima l’una e poi l’altra), sarebbero inefficaci senza interpreti adeguati sul campo (di battaglia). In soldoni, se hai Pettarin, Colombo e Pedone puoi plasmare alla bisogna i sistemi di gioco. Altrimenti, puoi solo limitarti allo stretto necessario. Nello specifico, i tre giocatori più versatili della rosa biancoblu (cui andrà aggiunto Disabato quando sarà di nuovo disponibile), capaci di piegarsi plasticamente ai voleri dello spalatino.

Circostanza evidentissima ieri nel secco 2-0 rifilato alla Bustese. In cui più di tutti (Gucci a parte), è spiccato il mestiere delle armi di Giacomo Pettarin, il Jack buono per tutte le prese tattiche e l’unico vero pezzo insostituibile dello scacchiere bustocco. Nel quale incarna il ruolo che già fu di Antonio Manicone. Un pizzico di qualità in meno nella regia pura (non se ne abbia a male il goriziano), compensato da dinamismo e capacità di inserimento. Magari non due gocce d’acqua, ma qualcosa di strettamente imparentato. Un parallelo parecchio impegnativo che negli ultimi tre lustri di storia tigrotta hanno davvero meritato in pochi. O forse nessuno. Insomma, Turotti ce l’ha dato. E guai a chi lo tocca.

Dopo la (semi)sbandata contro il Pontisola, la Pro Patria ha raccolto 16 punti su 18 disponibili. Cioè, 5 vittorie (3 fuori casa) ed un pareggio con 2 turni infrasettimanali e le assenze che sappiamo. Tutto a conforto della tesi che su quel pericolo scampato si sono costruite fiducia e consapevolezza prima (forse), solo in parte patrimonio del gruppo. Ma più della testa solitaria, è l’imbattibilità l’autentico valore aggiunto. Una Linea del Piave che nessuno ha ancora varcato e che rappresenta la vera differenza con le altre protagoniste del girone.

L’anno passato proprio alla 13^ giornata (ora sono 14 ma con 13 gare giocate), si consumò il passaggio di consegne in vetta alla classifica. La Pergolettese (stra)battuta 3-0 allo “Speroni” lasciò il testimone al Monza che da lì in avanti non si sarebbe più voltato indietro. Per la seconda volta da sola al comando (era già occorso all’11^), la Pro Patria ha tutto per ripercorrere il cammino dei biancorossi brianzoli. Si sta correndo troppo? Può essere. Così come non è per nulla scontato che l’andamento di una stagione debba essere speculare a quella precedente. Ma gli indizi sono gravi, precisi e concordanti. Per le prove, basta disporre di pazienza.

 Giovanni Castiglioni