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I pensieri di Cecco&Beppe

Iacolino flop, il cilindro di Basile e il disastro Wells

CECCO: caro Beppe, sorvoliamo sui tempi delle tue presenze (ormai sono rassegnato…) e veniamo subito al sodo…
BEPPE: ti vedo bello battagliero…
CECCO: no, sono rilassato e tranquillo, sono solo molto deluso dal Varese: te lo aspettavi così scarso?
BEPPE: sinceramente no. Credevo che Salvatore Iacolino fosse una garanzia, se non di vittoria finale (vincere è sempre molto difficile e il secondo posto dello scorso campionato è stato secondo me molto sottovalutato) almeno di lotta nelle posizioni alte della classifica. Invece questa stagione sta diventando un flop, anche se una vittoria nella incredibile partita con la Caronnese, finita 3-3 domenica scorsa, avrebbe potuto segnare una svolta e il rilancio dei nostri giovani biancorossi.
CECCO: ipotesi, ovviamente, senza concreti riscontri…
BEPPE: naturalmente. Però se il Varese avesse vinto contro la Caronnese (ed è andato a un passo, visto che dopo neppure mezz’ora vinceva 3-0), avrebbe avuto all’attivo due successi contro seconda e terza in classifica (la Pro Sesto) e una sconfitta di misura e magari neppure del tutto meritata sul campo della capolista Gozzano. Il distacco dai piemontesi sarebbe stato comunque notevole (13 punti) ma questi risultati avrebbero avuto il loro peso, innanzitutto per la fiducia, perché avrebbero convinto la squadra di poter essere al livello delle primissime della classe.
CECCO: Iacolino se l’è presa con i giocatori, senza citarli; ma il riferimento al portiere Bizzi era più che evidente…
BEPPE: ti dirò che qualche comportamento dell’allenatore mi ha lasciato un po’ basito, come la mancata presentazione a un paio di conferenze stampa nel dopogara. Gli errori di Bizzi sono sotto gli occhi di tutti ma d’altra parte come fai a sparare su un ragazzino che ha appena compiuto 18 anni? E’ vero che il giorno dopo ha chiesto scusa, ma il giorno dopo…
CECCO: tutti giocano con portieri giovanissimi…
BEPPE: è vero, è una scelta precisa per avere giocatori più anziani negli altri ruoli. Però io ricordo anche la scelta che proprio il Varese fece nel 2004, quando dovette ripartire dall’Eccellenza dopo il fallimento dell’era Turri, schierando invece tra i pali Oscar Verderame, che fu tra i protagonisti di quel campionato vittorioso. Un portiere anziano e quindi più sicuro darebbe più certezze a tutto il gruppo, almeno questo è il mio parere.
CECCO: e adesso?
BEPPE: adesso Iacolino deve essere bravo a motivare comunque la squadra, a presentare dei traguardi credibili e perseguibili nel breve periodo, ad esempio prospettando dei gruppi di cinque o sei partite in cui mettere insieme un certo numero di punti. Questo, almeno, è ciò che farei io, che però non sono un allenatore…
CECCO: ma l’allenatore non è in discussione?
BEPPE: mah, non credo. Se discutiamo anche Iacolino (dopo non avere riconfermato Melosi, avere esonerato prima Ramella e poi Baiano e non avere tenuto Bettinelli), siamo a posto. Anche se, ancora una volta, ti ricordo la mia teoria, secondo la quale ci sta che pure l’allenatore più bravo del mondo, per una volta, non riesca a capire bene come far rendere al meglio i giocatori che ha a disposizione. Montella docet in questo senso… E poi mi dicono che Iacolino, come garanzia, abbia già ottenuto gran parte dello stipendio annuale, per cui…
CECCO: e la società?
BEPPE: questo è il principale punto interrogativo. Lo zio Tom d’America (mi scusi Matt Reeser se lo chiamo scherzosamente in questo modo, non deve mica offendersi…) pare garantisca, ma non sappiamo se davvero vorrà accollarsi i costi di una intera stagione. D’altra parte, Paolo Basile ci ha abituato alle sorprese e non mi sorprenderebbe troppo se, da un giorno all’altro, tirasse fuori dal suo cilindro un nuovo socio, magari più affidabile di Taddeo, che alla fine ha preferito Modena (vedremo che cosa combinerà…).
CECCO: la Openjobmetis ha perso tre delle prime quattro partite…
BEPPE: se vogliamo vedere bene, ha perso contro tre delle prime quattro della classifica, tutte quante imbattute. Piuttosto, sai che cosa penso?
CECCO: mi è un po’ difficile indovinare…
BEPPE: sarai d’accordo con me che lo scarto finale della partita di lunedì sera a Brescia (solo 6 punti) sia quanto mai bugiardo.
CECCO: beh, se è finita 73-67, è finita con 6 punti di scarto…
BEPPE: non funziona così e mi stupisce che chi frequenta il basket da tanto tempo, come te, non lo capisca. Esiste un punteggio finale, quello che alla fine compare sul tabellone, ma esiste anche un punteggio reale, che esprime poi lo scarto che davvero c’è stato tra le due squadre.
CECCO: fammi un esempio, perché fatico a capire…
BEPPE: sì, in effetti è un’altra mia teoria. Cercherò di essere chiaro: siamo in una partita in cui il punteggio segna 77-75 all’inizio dell’ultimo minuto di gioco; parliamo di una partita punto a punto, in cui nessuna delle due squadre è mai riuscita a prendere un buon vantaggio. Accade che in quell’ultimo minuto la squadra che è in svantaggio forzi un po’ le conclusioni per cercare di rimontare, subisce tre o quattro contropiedi e alla fine finisce 87-77. Quanto è lo scarto finale?
CECCO: direi di 10 punti.
BEPPE: esatto. Ma quant’è lo scarto reale? Io direi molto meno, visto che per 39 minuti le due squadre avevano giocato punto a punto.
CECCO: giungendo alla conclusione…
BEPPE: giungendo alla conclusione, la partita di Brescia non è finita con 6 punti di scarto per i padroni di casa ma in realtà con 15-20 punti di scarto, perchè quello è il divario che è stato per così dire “certificato” nel corso della gara. Poi puoi dire che i bresciani hanno colpevolmente mollato quando erano ormai sicuri della vittoria ed è vero, brava è stata la Openjobmetis ad approfittarne e a rimontare un po’, però la differenza reale tra queste due squadre è di una ventina di punti. Ed è qui che volevo arrivare…
CECCO: sì, la teoria mi è chiara, anche se, ammettilo, è un po’ balzana.
BEPPE: balzana o no, credo esprima una verità e cioé il fatto che non sempre il punteggio finale di una partita riflette i veri valori in campo. E questo per mille motivi, a cui oggi più che in passato si aggiunge il tiro da tre punti (cosa che non ha però influito nella partita di lunedì scorso a Brescia, visto che entrambe le squadre hanno segnato 8 canestri dalla linea). Ma ciò che voglio dire è che la Openjobmetis non deve pensare che avendo perso di soli 6 punti a Brescia è quasi all’altezza della Germani o della EA7 ed è nettamente più forte di Cantù. Ha detto bene Caja alla fine, squadre come Brescia sono fuori portata, il campionato vero della Openjobmetis comincerà domenica prossima contro Pistoia. Ma l’importante è che ne siano convinti i giocatori…
CECCO: questo Wells non funziona…
BEPPE: le referenze sono buone, finora è stato un disastro e lo dicono anche le cifre: 5 punti di media a gara con soli 8 tiri tentati, sempre a partita… Per il playmaker titolare non ci siamo… Non ha ancora combinato i disastri che a volte faceva Wayns ma non ha mai fatto vedere i guizzi di cui a volte Wayns era protagonista. Speremm… E anche Cain, di cui avevo avuto un’ottima impressione all’inizio (mi era sembrato un eccellente passatore), non mi pare più granché, anche se i rimbalzi li prende; però ha segnato poco più di 5 punti a partita, con pochi tiri tentati…
CECCO: se nessuno gli dà la palla non può segnare e nemmeno passarla bene ai compagni…
BEPPE: giusta osservazione, è un problema che si lega a quello del playmaker, anche se Tambone pare ci sappia fare. Però queste prime quattro partite di campionato sono anche le prime per lui in serie A, non si può mica chiedergli la luna… Caro Cecco, mi pare che anche stavolta l’abbiamo fatta lunga…
CECCO: hai ragione… Alla prossima?
BEPPE: ma certo, alla prossima, sperando in tempi migliori…

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