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Varese Calcio

Basile: “Non lascio il Varese in mano a Rosa e Ciavarrella”. Taddeo: “Io ritenuto sgradito”

Paolo Basile e Aldo Taddeo, che detengono la maggioranza delle quote del Varese Calcio, 51 per cento il primo e 29 l’altro, rompono il silenzio e rispondono alle accuse mosse nei loro confronti da parte di Gabriele Ciavarrella, presidente del Varese con il 14 per cento delle quote, ed Enzo Rosa, socio di minoranza col 5 per cento.

IL DISCORSO DI BASILE - “Sono qui perché il Varese è un bene prezioso e merita ben altro. Se sono qui dopo i ripetuti attacchi che ho subito, gratuiti, infondati, cattivi e ingenerosi è per i miei amici, pochi e fidati, la mia famiglia e mia figlia. Sono stato infangato, accusato e denigrato: ho contribuito all’iscrizione in Eccellenza, non volevo un ruolo attivo poi la visibilità ha preso il sopravvento, la mia è passione, non ci sono interessi personali. Evidentemente ho tolto visibilità a qualcuno, mi chiedo cosa abbia fatto di male. Sono stato accusato di voler fare business, di voler vendere il Varese, quando a gennaio Ciavarrella, senza confrontarsi con nessuno, si recato da un imprenditore per offrire la società. Ora sono stato accusato di essermi avvalso di un avvocato, ma questo perché non c’era più possibilità di dialogo tra le parti e mi devo tutelare. Di Cintio mi è stato presentato proprio da lui a giugno quando con Galparoli abbiamo deciso e cercato l’accordo con il Bellinzago. Galparoli è stato usato, sfruttato e allontanato; io, invece, ho preteso che rimanesse in società con un simbolico 1 per cento. La società Sporting Varese è stata decisa da Galparoli e Ciavarrella, Rosa non aveva le possibilità economiche per farne parte ma, per me, era giusto ci fosse anche lui e così sarebbe stato. Poco prima di andare dal notaio hanno invece deciso che le quote dovessero essere così distribuite: 90 per cento Basile e 10 per cento Antonio Massaro. Non ho contattato nessuno, nemmeno Rosati. Questa estate il commercialista Donnini ci ha presentato un bilancio con una perdita di 40mila euro; debiti dalla stagione scorsa, poi da agosto, tutti i giorni, è sempre arrivato qualcosa da pagare”.

LA ROTTURA - Venendo all’ultimo mese travagliato, Basile racconta: “C’è stato un Cda durato dalle 18.30 alle 23.30 a cui Rosa non ha partecipato dandosi alla latitanza pochi minuti prima dell’incontro. Durante lo stesso abbiamo preso atto delle cifre, siamo tutti concordi su questo, cifre che comunque non spaventano. Io e Taddeo abbiamo dato disponibilità immediata per versare 200mila euro, chiedendo il potere di firma sui conti bancari, esclusiva di Ciavarrella, che invece è stata negata per mancanza di fiducia. Poi ci viene detto che era stata solo una chiacchierata e non un Cda e allora convochiamo una nuova assemblea. Venerdì (27 gennaio ndr) Ciavarrella si dimette e il direttore della banca, ovviamente, ci ha comunicato che il conto è in stand by essendo lui l’unico firmatario. A quel punto per ratificare le sue dimissioni e poter procedere alla convocazione di un Cda devono passare 8 giorni nei termini di legge. Li abbiamo riconvocato e loro si sono negati, a quel punto ho deciso di forzare la mano.  Mi viene detto: ‘I pagamenti li faremo non appena comunicherai la cacciata di Aldo Taddeo’.  A quel punto ho deciso di dimettermi perché non potevo cedere al ricatto di cacciare una persona che ha solo cercato di aiutare. Ti chiedo scusa per averti coinvolto in questa esperienza (dice rivolgendosi a Taddeo stesso ndr). Rimettere le quote non vuol dire cederle, significa siamo qua, confrontiamoci.  In quel sogno ci credo ancora. Viaggi in Cina, cene, la sua azienda esposta in tutta la società, a me questo è business, signor Ciavarrella”.

LE PAROLE DI TADDEO - “Ne faccio una questione di stile, preferisco non parlare e faccio i fatti. Ho chiesto di non essere coinvolto fino a marzo. Io lavatrice? No, più un oblò perché sto girando e non si capisce perché. Ci sono i bonifici che dimostrano che ho messo più di 80mila euro e il Varese non ha pagato il campetto in sintetico realizzato alla Bustecche. Ho trovato ammanchi di cassa, fatture non registrate e ho pensato che bisognava sistemare la situazione. Basile non aveva i numeri, si occupava della squadra. Il Varese era dotato di un solo conto in BCC e ho pensato ad un nuovo conto corrente, ho messo a garanzia 100mila euro e sono stato ad aspettare (in banca ndr) la firma ci Ciavarrella che non si è presentato. Io latitante? Il mio telefono non ha mai squillato. Evidentemente non sono gradito alla minoranza, forse perché una persona che guarda i dettagli è sgradita, e non permetto a nessuno di intimidirmi. Il segretario Marco Bof mi ha avvisato su un comunicato stampa preconfezionato in cui si annunciava il mio disimpegno. Rosa gli aveva detto di publicarlo su facebook e mandarlo alla stampa”.

LE DOMANDE - Cosa succede ora? “Da tifoso io non lascio in mano il Varese a Ciavarrella e Rosa. Domani ci sarà l’incontro tra gli avvocati e troveremo un accordo per il bene del Varese. Uscita? Acquisto del resto del vento per cento? Non lo so ancora” risponde Basile.
E lo sponsor? “Gagà ha avuto un danno di immagine e si è ritirato come sponsor, non solo, ha chiesto i danni. Questo è grazie alla voglia di apparire, e all’invidia che prova Ciavarrella”.

LE PUNTATE PRECEDENTI: 

- LE DIMISSIONI DI CIAVARRELLA 

- LE DIMISSIONI DI BASILE E TADDEO 

- CIAVARRELLA TORNA IN SELLA

- CIAVARRELLA E ROSA ACCUSANO

Elisa Cascioli