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Legnano, pan candìo e un solo colore: il lilla

Domenica il Varese sarà ospite al “Mari”. La scorsa stagione quando abbiamo presentato la trasferta di Legnano abbiamo pubblicato l’intervista a un personaggio della città del Carroccio che oggi non c’è più: Massimo Grazioli, il “Panettiere dei pani antichi”, che ci ha lasciato in estate. «Oggi, ogni notte, mi sveglio sempre con lo stesso entusiasmo, scendo nel mio forno e faccio ciò che mi piace di più al mondo… il Pane!»: questa la frase con la quale spiegava la passione per il suo lavoro. Tradizione delle cittadine che gravitano nell’orbita milanese è il panettone, qui chiamato “panetton candìo”.

Il panettiere Massimo Grazioli ci aveva parlato del Pane di Carlo Alberto: «E’ stato un piatto unico per le truppe sabaude. Composto da due farine differenti. Nell’impasto si aggiungono noci, acciughe, strutto, olio, pepe, acqua e lievito naturale. A lievitazione avvenuta è modellato in filoni e fatto cuocere in forni a legna. Lo ripropongo a Legnano perché si tratta di una tradizione che il Cavalier Mario Rivolta ha voluto non si dimenticasse. Mi ha cresciuto nella professione, ha alimentato la passione per questo tipo di mestiere, nel rispetto della storia e del grande patrimonio culturale che abbiamo in Italia. Anche e soprattutto in questo settore».

Legnano si trova in provincia di Milano ed è la tredicesima per numero di abitanti della Lombardia. Il nome potrebbe derivare dal gallico o dal germanico, a testimoniare una importante storia. E’ attraversata dal fiume Olona e le colline circostanti sono state abitate dal III millennio a .C. E’ l’unica città dopo Roma ad essere citata nell’inno di Mameli, un riconoscimento alla storica battaglia che vide i Comuni riuniti nella Lega Lombarda sconfiggere l’imperatore Federico Barbarossa il 29 maggio del 1176. Lo sviluppo industriale di Legnano è legato all’industria del tessile e meccanica.

Fra gli imprenditori più importanti nella storia della città troviamo Giovanni Mari che a 32 anni divenne il presidente dell’Associazione Calcio Legnano, il più giovane mai avuto da una società sportiva italiana. A lui è intitolato lo stadio. Nel 2010 il Legnano è escluso da tutti i campionati nazionali per gravi inadempienze finanziarie, duro colpo per una società che ha partecipato per tre stagioni anche alla serie A. Un anno senza calcio e poi l’annuncio tanto atteso, quello della nascita dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Legnano 1913 Calcio che si iscrive al campionato di Prima Categoria Lombardia e che nel 2013 approda in Eccellenza.

Simona Romaniello