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Hockey, Sport Disabili

Semifinale sledge hockey: 1° round al Piemonte

Con due reti, di Greg Leperdi dopo 15 secondi di gioco e Valerio Corvino a pochi minuti dalla fine, i Tori Seduti PiIMG_3371bisemonte hanno incornato l’Armata Brancaleone Lombardia mettendo una seria ipoteca sul passaggio in finale del campionato nazionale di sledge hockey. La gara d’andata della semifinale al PalAlbani di Varese ha visto comunque una squadra di casa più quadrata e determinata rispetto alle ultime uscite ma lo svantaggio rimediato ad inizio gara ha condizionato non poco l’esito finale.
“Abbiamo perso 2 a 0 il primo round, non la semifinale – ha detto alla fine la presidente della Polha  Daniela Colonna Preti (foto a destra) – Al contrario delle partite precedenti oggi ho visto il giusto atteggiamento. In questo senso si è vista la mano di John Cacciatore tornato nostra guida tecnica dopo tre anni per darci una mano in questo finale di stagione”.
Dall’agonismo alla promozione, l’evento in piazza a Milano ha acceso i riflettori sulla sledge hockey.
“L’esibizione a Milano ha avuto un buon riscontro immediato. Adesso bisogna vedere il risultato a medio e a lungo termine.
L’organizzazione della Federghiaccio e la location hanno aiutato molto. Milano è la sede ideale per queste iniziative. Non è un  caso se tv e giornali ci hanno riservato uno spazio che solitamente non abbiamo. Sarebbe importante che eventi come quello di settimana scorsa non fossero uno spot una tantum ma ripetuti con regolarità. Il problema è trovare le persone e le risorse”.
Intanto il prossimo appuntamento per promuovere lo sledge hockey è farina del vostro sacco e arriva oltre confine.
“Il prossimo 20 febbraio con l’Armata e i Tori saremo ospiti dell’Hockey Lugano per una esibizione alla mitica “Resega” e il giorno dopo sul ghiaccio della “Reseghina” per permettere a chiunque di provare mazze e slittino”.
Con la nuova squadra del Friuli Venezia Giulia composta per lo più da atleti austriaci e lo sdoganamento in Canton Ticino sembra vi siate arresi al fatto che in Italia non ci sia spazio per allargare l’orizzonte dello sledge hockey oltre l’Alto Adige, il Piemonte e la Lombardia.
“Purtroppo è così. Non capisco come sia possibile che in Veneto non ci sia nessun riscontro mentre in Emilia Romagna con la presenza della struttura di rieducazione e protesi di Budrio e l’Ospedale di riabilitazione di Motecatone le potenzialità ci sarebbero eccome. Ma come sempre servono prima di tutto persone con volontà e passione infinita che prendano per mano un’ idea per trasformarla in un movimento”.
Sabato 28 febbraio la gara di ritorno a Torino. Per puntare all’eventuale bella o rassegnati?
“Rassegnati mai! Chissà che a questa banda di debosciati non venga in mente di regalarci l’ennesima grande emozione”.
IMG_6770bisAl fianco della presidente sfila il primo dei due realizzatori di giornata, la colonna dei Tori e della nazionale Greg Leperdi (foto a destra).
“Torniamo a casa con un bel risultato – attacca Leperdi – ora contiamo di chiudere il conto a fine mese”.
Ad un veterano come Leperdi non si può non chiedere della salute del movimento sledge hockey.
“Manca il ricambio generazionale e noi che formiamo lo zoccolo duro della nazionale siamo tutti sopra i quarant’anni. Purtroppo la promozione è quasi interamente sulle spalle delle società e degli stessi giocatori. Ovvio quindi che la crescita della pratica non sia granchè”.
Con le abbondanti nevicate in montagna non ti dispiace sederti sullo slittino e lasciare la tua tavola di snowboards.
“In effetti le scivolate sulla neve mi mancano – sospira sorridendo Leperdi – nonostante sia amputato di un arto lo snowboard è l’altra mia grande passione (https://www.youtube.com/watch?v=figLPBvxTao). Ora però ho la testa solo per lo sledge e questo finale di stagione”.

RB