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Pro Patria

Pro Patria-Como in sala stampa, Colella: "Insulti grazie a un quotidiano locale". Colombo: "Un pareggio da leccarsi i baffi". Spanò-Tonon: "Squadra matura"

Se al polpettone spadellato in campo fosse mancato un po’ di pepe, a colmare la sapidità ci pensa Colella (foto a destra) che anima subito lo show del post-partita: “Un quotidiano locale, con cui non ho nemmeno parlato, mi ha attribuito frasi velleitarie mai pronunciate. Grazie, perchè mi ha regalato un pomeriggio di insulti“. A quanto pare, la deontologia professionale sarebbe stata rispettata ma il tecnico lariano è un fiume in piena: “Questi sono mezzucci. E’ incredibile quello che è successo”. Gratta gratta, però, salta fuori la verità e cioè che anche il Como, dopo il Vicenza, ha parzialmente subito la legge dello “Speroni”. “Per me il pareggio è più che buono. Abbiamo recuperato un punto su tutti”, incalza ancora l’allenatore azzurro che non accetta l’idea di aver sottovalutato il ginnasio biancoblu: “Avevo detto ai ragazzi che avevamo tutto da perdere e qualcuno mi aveva guardato a bocca aperta”.
Esaurita l’interminabile facondia di Colella, è il turno di mister Colombo (foto a sinistra), visibilmente su di giri per aver messo a segno un’altra prestazione da leccarsi i baffi. “Mostrare, attraverso i ragazzi, le mie qualità ad un ambiente, quello comasco, in cui sono stato parecchi anni, è un piacere unico”. Inevitabile far cadere il discorso su Ghidoli, per una volta delizia e non croce dei tifosi tigrotti: “Nel nostro gruppo è, forse, il più talentuoso. A volte va a corrente alternata, ma la qualità non si discute“. Sempre discettando di singoli, Giorno non ha saputo cogliere l’occasione buona? “Secondo me, dovrà adattarsi a giocare un po’ più indietro. Credo che per lui potrà aprirsi un futuro da mezzala”.
Un presente da leader è invece la realtà del “capitano di giornata” Spanò: “Alessandro è il giocatore che ogni allenatore vorrebbe in gruppo”. E a far capolino in sala stampa è, neanche a dirlo, il centrale difensivo che, per bocca dello stesso Colombo, avrebbe grassato la fascia all’auto-candidatura di Tonon. L’autore del “furto” fa sfoggio di modestia: “Era una grande responsabilità ma la squadra ha mostrato maturità e attenzione”. Al suo fianco (nella foto in alto) proprio Tonon si morde le dita per un colpo di testa finito alto: “Ho chiuso gli occhi ed è andata fuori”. Già, con questa Pro Patria gli occhi è meglio tenerli ben aperti.

LA PARTITA

Giovanni Castiglioni