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I pensieri di Gina&Pina

Pina & Gina zie catalane e regine dell’ Epifania

Pina: ciao Gina!
Gina
: ciao Pina, auguroni!
Pina
: grazie altrettanto, come potevamo mancare nel giorno della nostra festa?
Gina
: oggi ho sentito il Moro, il nostro nipote catalano. Loro hanno festeggiato ieri sera con la “Cavalcata dei Re”, una sorta di sfilata dei carri come facciamo noi a carnevale.
Pina
: chissà se i due aspiranti al trono del Moro hanno ricevuto il nostro pacco.
Gina
: certo che si! Non hai ricevuto la foto? Ah già che te sei come il Caccianiga: aborri la tecnologia e quindi, WhatsApp questo sconosciuto…
Pina
: uè simpaticona, ce l’ho il WhatsApp! Solo che non sono capace di scaricare le foto…
Gina
: ecco, appunto…te la metto nel titolo e cambiamo discorso.
Pina
: no dai dimmi qualcosa dei due Cangio junior catalani.
Gina
: fai bene a precisare “catalani” perché l’ultima volta che sono venuti in Italia a momenti li arrestano perché non avevano il documento d’identità italiano…Na cosa tutta italiota che stacca sempre di più dal nostro bel Paese anche quelli che nonostante stiano benone dove stanno vorrebbero restare a tutti gli effetti legati in qualche modo alla terra dove sono nati. Prima o poi metteremo una pezza anche a sta roba. Per adesso siamo a testa bassa con il PIL e lo Spread…
Pina
: sai che a momenti qualche anno fa Leo, il maggiore dei Cangio junior, a Varese per una vacanza estiva, ha rischiato di rimanere qui perché lo voleva tesserare il Bosto?
Gina
: no, non lo sapevo ma il Leo sta bene dove sta. Gioca nella “Primavera” del Badalona e non sa cosa sia un campo infagato, ghiacciato o in terra battuta. Idem suo fratello minore Edo amore della sua mamma.
Pina
: magari al Moro avrebbe fatto piacere vederlo crescere nel suo “regno”.
Gina
: dammi retta Pina. Anche per il Moro vale quello che ti ho detto dei figli. E’ stato il Re della movida varesina, manca ai tanti che gli voglion bene ma lui e la sua splendida famiglia stanno bene dove sono che non è proprio malaccio: Barcellona!
Pina
: facciamo un passo indietro alla tradizione spagnola della sfilata dei carri alla vigilia dell’Epifania. E’ vero che non tirano più le caramelle ai bambini? La crisi ha colpito la Spagna fino a sto punto?
Gina
: no, solo che a Barcellona hanno vietato il lancio delle caramelle dai carri perché l’anno scorso un bambino è finito sotto le ruote di un mezzo.
Pina
: oh signur che tragedia!
Gina
: tragedia e di più ma in questi casi mi sorge spontanea una domanda: ma tutti quei bravi genitori moderni che non colpirebbero i bambini nemmeno con il pensiero e che li accompagnerebbero a scuola fino dentro in classe con la macchina, quando c’è una sfilata di carri con tanta gente che si taglierebbe l’aorta per raccattare una caramella, una sberla in risposta ad un capriccio o più semplicemente tenere il proprio figlio per mano no?
Pina
: odio i luoghi comuni Gina ma, ogni mondo è paese. La differenza è che noi italioti siamo un po’ più trasparenti nel divulgare al mondo le nostre vaccate.
Gina: mi sa che anche stavolta hai ragione
Pina
: scolta, le nostre squadre e i giornali stanno facendo i nostri stessi discorsi: e quand’è il mercato, e non ci sono soldi…
Gina: cià faccio una sparata e poi non parlo più: i soldi ci sono ma alla Cimberio li stanno usando per finire la stagione con il bilancio in pareggio come accade da tre anni e come forse nessun altra società professionistica in Italia è capace di fare. Dall’altra parte del piazzale basterebbe un uomo di calcio capace di comprare e vendere. La pallavolo Yamamay non sta facendo bene ma ha tanto di quel credito con i tifosi che le si deve perdonare tutto anzi, è proprio in stagioni storte come queste che si dimostra la consistenza di una società e loro, dal presidente al magazziniere, senza dimenticare le 4000 presenze alle partite casalinghe, lo stanno dimostrando alla grande.
Pina
: hai dimenticato la Pro Patria
Gina
: hai ragione. La Pro rischia di sparire. Lo zoccolo duro del tifo non manca ma a Busto come a Varese il calcio può sopravvivere solo se a qualche appassionato locale viene voglia di metterci o trovare soldi a fondo perso con le persone giuste ai posti giusti. I “benefattori” di passaggio abbiam visto tutti cos’hanno combinato. A Busto come a Varese è un dato di fatto che non ci siano i Cellino, i Campedelli o i Pozzo. A Busto la pallavolo e a Varese il basket funzionano. Se il calcio non ce la fa, piuttosto che rivivere e rivedere certe porcherie facciamo qualche passo indietro. La Pro ha lasciato la serie B cinquant’anni fa. Ogni presidente del Varese post Borghi all’entusiasmo iniziale ha attaccato la litania in stile Pausini “La solitudine”. A Busto come a Varese si guardi in faccia la realtà e come dice qualcuno di notte in TV si faccia una domanda e si dia una risposta:”L’ha ordinato il dottore di avere una squadra di calciatori professionisti?”
Pina: mamma mia Gina che arringa! Ho perso qualcosa ma nella sostanza sono d’accordo con te.
Però ascolta, l’ora è quella che è e negli ultimi giorni il passare qualche minuto in più a letto o sul divano hanno fatto si che la pigna di roba da lavare e da stirare ha superato il limite di guardia. Facciamo che la finiamo qui e ci vediamo un’altra volta.
Gina
: cume te voret Pina. Basìn a ti e al Beppe
Pina:
alla prossima. Basìn a ti e al Cecco

                                                                                                                                                                                                                Pina & Gina