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Varese Calcio

Calcioscommesse, il Varese dice no! Accordo con FederBet

Il Varese gioca pulito e si tutela. Stamattina il direttore generale del Varese Giuseppe D’Aniello ha annunciato la partnership fra la società biancorossa e FederBet AISBL, società belga è specializzata nel controllo del gioco d’azzardo legato agli eventi sportivi, con l’apposito intento di tutelare ed informare gli operatori del settore del gioco.

“Ringrazio lo studio dell’avvocato Di Cintio che da pochi mesi è il nostro riferimento legale a 360 gradi. Già dopo la vicenda Pesoli, che ci è costata un punto di penalizzazione risultato poi pesantissimo a fine stagione – ricorda il dg biancorosso –, ci eravamo mossi introducendo un codice etico e mettendo a disposizione dei giocatori un avvocato. Sono tutti strumenti di prevenzione che aiutano gli stessi giocatori; tanti di loro non sanno neanche a cosa andrebbero incontro dal punto di vista legale”.

A presentare il progetto è stato Francesco Baranca, segretario generale di FederBet: “Consentiremo al Varese di godere di un attento monitoraggio del mercato delle quote delle scommesse relative alle proprie gare, ricevendo tempestivamente eventuali segnalazioni circa anomalie nel flusso delle giocate. Solo una settimana fa c’è stato un sospetto su una partita di B. Il Varese è la prima società di Serie B affiliata a noi. Di Federbet beneficiano già tutta la Liga Nacional spagnola, l’Udinese, l’Atalanta, la Sampdoria e il Novara che è stata la prima affiliata in Italia. Purtroppo – aggiunge Baranca – il match fixing è un fenomeno in continua espansione e capita più spesso di quanto si possa pensare, ma lascia traccia nelle quote e può essere contrastato. Controlliamo i movimenti in ogni secondo, faccio un report il giorno prima della partite e anche a ridosso. Ai nostri controlli abbiniamo corsi per giocatori, compresi i giovani della Primavera, e staff. Ce ne sono tre all’anno. Il primo a durante il ritiro; il secondo a gennaio e l’ultimo ad aprile, periodo in cui la mentalità tende a decadere. Malta, Cipro, Lituania, Lettonia e Canada sono paesi che non controlliamo neanche più perché le partite sono tutte truccate”.

Presente al tavolo anche Alfredo Parisi, autore del testo “Modelli di impresa e modelli di gestione, nelle società calcistiche quotate” che propone un modello ideale di società sportiva. L’incasso sarà devuluto in beneficenza. Parisi è il presidente di Federsupporter, Ente esponenziale che tutela i diritti e gli interessi dei sostenitori delle società sportive. “Il sostenitore prima di tutto è consumatore. Serve un modello nuovo. Le società calcistiche devono coinvolgere l’imprenditoria locale. In Italia attualmente sono solo Juventus e Roma ad avere un progetto. La società sportiva è un veicolo di coinvolgimento delle imprenditorie del territorio, tutti coloro che lavorano a Varese dovrebbero entrare nell’orbita della società: solo per Varese sarebbe un gruppo di 200 imprenditori, per portare in giro il nome del territorio. Più il territorio è piccolo e più il supporto degli imprenditori deve essere convinto.I rappresentanti dei supporter invece dovrebbero essere coinvolti nell’organo di vigilanza e non nella gestione, perché in tal caso sarebbe dannoso”.

Elisa Cascioli