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I pensieri di Gina&Pina

Pina & Gina papali papali…

Pina: ciao Gina, un Papa che si dimette, abbiam visto anche questa.
Gina:
ciao Pina, non solo, da marzo vedremo due Papi.
Pina:
mah, “vedremo” è una parola grossa. Il Ratzinger me lo sistemano dentro il Vaticano in un convento di clausura.
Gina:
beh se non altro si potrà finalmente dire che il Papa è prima di tutto un uomo. Mi sono sempre chiesta come facevano tutti gli altri a mantenere certi ritmi. Per gli otto che ho conosciuto si è sempre parlato di sveglia alle 5 dopo aver spento la luce non prima di mezzanotte. Messe, viaggi, incontri, encicliche, libri, mamma mia! Tutto e di più dai 60 anni in su, spesso oltre gli 80.
E lasciamo stare l’ambientino del Vaticano…Bravo Papa! Non ce la faceva più e si è messo da parte. Tutta quella gentaglia che ha interpretato il gesto in tv e sui giornali mi han fatto venire l’orticaria. Che parolai!
Pina:
sempre che dal prossimo Conclave non ne esca un altro della stessa età…
Gina:
e beh, un ventenne sarà difficile.
Pina:
e puntualmente risalta fuori la storia del Papa nero.
Gina:
aaahhhh! Altra menata che non sopporto! Il nero, le quote rosa, italiano, straniero. Qualcuno prima o poi avrà il coraggio di dire che servono le persone giuste al posto giusto? In Vaticano e nelle Parrocchie ci siano preti bianchi rossi verdi e rasta, basta che facciano i preti. In Parlamento ci siano uomini, donne, trans, giovani e vecchi, basta che governino pensando al bene comune e non ai propri rimborsi. Eccheppalle! Invece di scimmiottare la politica di casa nostra i Cardinali eleggano una bella persona. Uno che per le prime parole ma soprattutto le prime decisioni da Papa farà passare in second’ordine chi è e da dove viene.
Pina:
brava Gina. Non ci resta che aspettare.
Gina:
uè, al Forum è andata male. Alla finale con Siena c’era mezza Varese.
Pina:
sugli spalti e… anche in campo. C’è poco da fare quegli armadi a due ante vestiti di verde ai nostri ragazzotti hanno dato via dei bei sberloni.
Gina:
sei anche tu tra quelli che hanno dato brutti voti ai nostri eroi?
Pina:
odio i voti. Soprattutto se dati da chi è seduto sul cadreghino e non in panchina o a sudare sul campo. Anche la Siena attuale, non al livello delle corazzate del recente passato, è uno squadrone che quando decide di giocare può far male a chiunque, in Italia e in Europa. Varese è uno splendido gruppo capace di giocare divertendosi e divertendo. Nella città del Palio sono abituati a livelli, ritmi e pressioni che a Varese abbiamo solo appesi al soffitto del Palazzetto. Nemmeno nell’anno dell’immediato ritorno in Lega 1 c’era l’entusiasmo e lo spirito di appartenenza che si respira in ogni gara della Cimberio. Questi sono i nostri trofei.
Gina:
belle parole Pina ma stampa e tifosi vivono di vittorie.
Pina:
e allora si uniscano con il grano al consorzio portandosi in dote un paio di fenomeni. Evidentemente le lezioni o i cattivi esempi non servono a nulla. Qualche nome? Milano, Pesaro, Bologna, Treviso, Verona, Napoli, vado avanti? Nell’anno in cui spinti dall’euforia generale e dai soldi freschi ottenuti grazie alla cessione record di Stefano Rusconi arrivò a Varese un certo Reggie Theus com’è che andò a finire? Mi sembra finimmo un po’ peggio di quando qualche anno dopo si fece una squadra rimediata da rinunce altrui con un allenatore in quel momento non certo sulla cresta dell’onda.
Gina:
più o meno ho capito ma, quindi?
Pina:
e quindi lunga vita al Consorzio Varese nel Cuore, allo sparuto gruppo di dirigenti che moltiplica pani e pesci e allo spirito di appartenenza dello staff tecnico e dei giocatori. Guardando nel panorama italiano, fatta eccezione per Sassari, la Cimberio e i Cimberio sono da “conservare con cura”.
Gina:
cià, posso dare io un paio di voti?
Pina:
ta pareva! Vai.
Gina:
4 alla RCS, organizzatrice delle Final Eight. Accrediti stampa gestiti come alla sagra del culatello, posti riservati in prima fila per gli ospiti calciofili con i dirigenti delle nostre squadre sparsi nelle retrovie e ciliegina sulla torta il bel gruppo di disabili in carrozzina dirottati al primo anello. Hanno il monopolio nel ciclismo? Si concentrino sulle gare in bici e lascino perdere il basket messo male già di suo. Al votaccio per loro aggiungo un N.C. per Lega e Federazione che continuano a delegare e regalare immagine e organizzazione della nostra pallacanestro.
Pina:
però, te capì la Gina! Stiamo trascurando un po’ il Varese e non hai toccato il tasto elezioni.
Gina:
del Varese ne parlan già tanto i nostri mariti Beppe e Cecco. Oltre al fatto che in quest’ultimi tempi calcio ed elezioni vanno a braccetto. Na roba che…devo correre in bagno. Basìn Pina.
Pina:
basìn Gina.

Pina&Gina