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Personaggio

Moreau: “A Bari ho rivisto in campo lo spirito vivace del Varese”

Mathieu Moreau, portiere biancorosso dal 2008 con 80 presenze alle spalle: oramai sei quasi una bandiera del Varese…

“Toglierei il quasi; dopo tutti questi anni mi sono totalmente integrato tanto da sentirmi varesino al 100%. In città mi trovo bene e l'affetto tra me e i tifosi è reciproco. Qui mi sono tolto infinite soddisfazioni e il diverso tempo trascorso non ha fatto scemare la passione. Sono ancora tante le motivazioni che spingono la squadra a dare sempre di più”.
Quali sono i momenti che ricordi con più piacere?
“I ricordi più belli sono la promozione in Prima Divisione e la finalissima con la Cremonese che ci ha condotto in Serie B. Sono orgoglioso di tutte le vittorie e anche la scorsa stagione ci ha regalato grandi emozioni, purtroppo non è finita come volevamo, ma è arrivato il momento di guardare avanti, alla nuova avventura in serie cadetta”.

Quest'anno hai abbandonato il tuo numero fortunato, il 27, e sei sceso in campo con la maglia numero 1. Perché questa scelta?

“La scorsa stagione avevo scelto il 27 perché era il numero che avevo all'Inter, ma non mi ha portato tanto bene e quindi preferisco giocare con il numero che appartiene al portiere: l'1″.


Parliamo del campionato. Il nuovo corso è iniziato con un positivo pareggio in trasferta a Bari dove la squadra ha mostrato le sue potenzialità. Sei soddisfatto della gara?
“Direi di sì. Siamo stati in partita sin dal primo minuto disputando una buona prestazione e tornando a casa anche con qualche rammarico, ma tutto sommato contenti. Siamo soddisfatti per il punto ottenuto e soprattutto per aver dimostrato a noi stessi che anche quest'anno ci saremo. La difesa credo si sia comportata molto bene: i due esterni hanno fatto il loro dovere, Figliomeni e Camisa hanno confermato le loro qualità”.

Nuovo staff, nuovi giocatori e nuovo mister quanto hanno cambiato, secondo te, il volto del Varese?
“In realtà ci sono state tante novità a livello di volti, ma tutto sommato la natura del Varese è rimasta identica a quella delle ultime stagioni. Il nostro spirito vivace l'ho rivisto in campo sabato sera”.

Riguardo al tecnico Carbone qual è il tuo parere?
“È un allenatore vispo che da subito mi ha fatto una buona impressione. Sapevo che con una nuova guida potessero cambiare dei meccanismi e ho cercato di farmi trovare pronto. Il suo punto di forza è senza dubbio la lunga e importante carriera di giocatore ad altissimo livello. In venti anni di calcio giocato ai massimi livelli ha acquisito esperienze che è voglioso di trasmetterci”.

Passando al calciomercato: il probabile arrivo di un altro portiere ti preoccupa?
“Assolutamente no. Credo sia un'esigenza della società perché la stagione è lunga e in due possiamo risultare pochi. Inoltre non è detto che la gerarchia venga stravolta. Ad ogni modo, anche se non dovessi giocare molto farei ugualmente il mio dovere, esattamente come ho fatto lo scorso anno. La presenza di Zappino non l'ho vissuta male, ho continuato a lavorare come sempre e per questo oggi sono qui e in forma. Ad ogni allenamento ho dato il massimo sapendo che sarebbe servito comunque”.

Tornando al campionato, quali saranno le sfide più difficili da affrontare?
“Quelle che sulla carta sembrano più facili. Contro le grandi squadre la tensione non manca mai, mentre è contro i club meno blasonati che dobbiamo rimanere concentrati e fare punti. L'obbiettivo è duplice: puntare alla salvezza ed evitare pressioni inutili. Il Varese ha sempre volato basso volutamente e continuerà a farlo senza alcuna presunzione. Questo è il nostro segreto”.