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Personaggio

Intervista a Michele Lo Nero, presidente del Consorzio “Varese nel cuore”

“Si può fare di più. Si può dare di più. Non per sentirsi eroi, ma semplicemente migliori…”
Michele Lo Nero, Presidente del Consorzio “Varese nel cuore”, respinge con dolce fermezza la logica “panettonistica” (perdonate il brutto neologismo) in voga in questo periodo nelle tante pubblicità natalizie, argomentando, come sempre in modo intelligente ed equilibrato, rispetto alla “sua” creatura; e così, non può fare a meno di lanciare un forte richiamo al “popolo varesino”.

“Si sta chiudendo un 2011 abbastanza positivo durante il quale abbiamo lavorato molto e dice in tono soddisfatto Lo Nero – raccolto tanto in termini societari e sotto il profilo sportivo; ma il mio invito è lo stesso dell'estate 2010 rivolto a tutti gli appassionati di basket: si può e, certamente, si deve fare di più. Sia perché la logica del continuo divenire ci spinge a farlo, sia per garantire un futuro sempre più sicuro, e magari roseo alla Pallacanestro Varese. Dobbiamo farlo.”

Parliamo un po' di numeri…

“La base si è ulteriormente allargata ed i consorziati sono già diventati 61. Ma il compito mio e di Cecco Vescovi è quello di migliorare i contatti personali ed il passa parola per incrementare ancora di più questa cifra. Certo, adesso occorre anche diversificare il messaggio motivazionale e, per alcuni versi, le cose sono un po' più complicate, ma proprio per questa ragione la “semina” deve continuare più forte e intensa di prima per trovare nuove “piante” e, passami ancora il paragone agreste, per arrivare a dissodare terreni ancora inesplorati. Credo, anzi, intimamente sento che questa nuova ricerca ci coinvolge un po' tutti. Noi dirigenti in primis, ovviamente, ma anche tutto lo staff tecnico, la squadra e, perché no, anche voi giornalisti che state seguendo con grande interesse il nostro lavoro. In tutti annoto senso di partecipazione e un atteggiamento comprensivo verso il nostro “Varese nel cuore”. Insieme ci piacerebbe raggiungere l'obbiettivo di medio termine, che è fissato a 80 consorziati per la fine del campionato 2012 per poi ripartire nella stagione 2012-2013 da quota 100. Condizione fondamentale quest'ultima per poter iniziare a ragionare di azionariato popolare.”

Il modello finale è, insomma, quello del Barcellona
“Quello della società catalana, per diverse ragioni di carattere fiscale e legislativo, rappresenta un modello non totalmente replicabile. Detto questo, ci si potrebbe avvicinare mettendo a disposizione dei tifosi una quota consistente di azioni. Tuttavia, ripeto, prima dovremo poter contare su una base solida con un numero di soci non inferiore a 100.”

Lo scorso anno avevi detto: i risultati della squadra funzioneranno da volano per attirare nuovi soci. Le cose stanno ancora così?
“I risultati del gruppo allenato da coach Recalcati costituiscono ancora l'elemento di maggior visibilità e anche il biglietto da visita col quale io e Cecco ci presentiamo ai potenziali soci. Tuttavia, oggi più di ieri, sta passando un messaggio fondamentale: quello che conta è il futuro della Pallacanestro Varese. Credo che la gente oggi abbia capito che l'importante è esserci e che dietro la società stanno lavorando persone serie che hanno a cuore il bene della Pallacanestro Varese. Poi, è chiaro, i risultati avranno sempre un ruolo determinate, ma qui entrano in gioco elementi irrazionali come la passione, l'agonismo, la voglia di vincere. Elementi che per fortuna esistono e danno “pepe”, benzina, a quelli che giustamente, guardano prevalentemente a quello.”

E tu, sei contento di come si sta muovendo la squadra?
“Voglio lodare ragazzi e staff tecnico per quello che fanno facendo sul campo ma, di più, voglio esaltare il coinvolgimento di tutto il gruppo che ha sposato al 100% il nostro progetto. Mi piace pensare, ma ne sono sicuro, che allenatori e giocatori non siano a Varese solo per lavoro, ma anche perché sanno che stanno giocando per un “fine” più elevato. Detto questo, sono e siamo contenti, ma anche consapevoli che la strada per i playoff è ancora lunghissima. Restiamo coi piedi per terra, pensiamo a battere Biella, che è una squadra fortissima e in grande forma, e festeggiamo un buon Natale.”